SCUOLA: OPERAZIONE VERITÀ
87.000 insegnanti in meno, 45.000 unità di personale amministrativo, tecnico eausiliario in meno. Questo è, in sostanza, l'unico obiettivo esplicito e chiaro nellamanovra del Governo sulla scuola. Poi, per conferire al tutto una parvenza di dignità,si sono inventate delle "nobili motivazioni": favole a cui non crede neanche chi leracconta e che servono solo a mascherare il vero volto di un'operazione destinata adarrecare gravi danni alla scuola italiana.SMONTIAMO UN PO' DI BUGIE.
Meno ore, più qualità? Per giustificare la riduzione degli orari scolastici, che apartire dalle 24 ore della primaria riguarderà però anche tutti gli altri ordini e gradi, siafferma che con meno scuola si impara di più.FALSO! Oggi si sta lavorando affannosamente per adattare i contenuti (programmi ecurricoli) al contenitore (gli orari scolastici), riducendo i primi in funzione del secondo.Esattamente l'opposto di ciò che sarebbe logico fare. Prima di dire quante oreservono, occorre decidere che cosa a scuola va insegnato e appreso, e nonviceversa. E poi, come ci insegna don Milani, la crescita sociale richiede più scuola,e non meno.
Meno docenti, scuola migliore? Si afferma che abbiamo troppi insegnanti, e checon 87.000 in meno la scuola funzionerà meglio.FALSO! Gli insegnanti che abbiamo in servizio non sono lì a girare per i corridoi, masono con i ragazzi; toglierne vuol dire meno possibilità di aiuto a chi ne ha piùbisogno, alunni in difficoltà e alunni con handicap. Meno insegnanti vuol dire avereclassi più numerose, con 30/35 alunni, in un contesto sociale ben diverso da quellodella scuola di trent'anni fa.
Per ogni classe ci sono tre maestre? Si dice che nella scuola elementare ci sonotre maestre per classe. Il ministro è giunto ad affermare che lavorerebbero sempre incompresenza.FALSO! E mistificante. Non si dice infatti che gli insegnanti di cui si parla nonlavorano in una classe sola, ma su due o più classi e sono sempre e comunqueimpegnati con i ragazzi. Non si dice, o non si sa, che la compresenza, comunqueassai ridotta, è una risorsa preziosa per la personalizzazione dei percorsi educativi.
Il bambino ha bisogno di un unico punto di riferimento? Si dice che la figura delmaestro unico è "più rassicurante" e favorisce l'unitarietà dell'insegnamento.FALSO! E' come dire che starebbe meglio un bambino che avesse un genitore solo.In realtà è proprio il lavoro a team che assicura una più equilibrata gestione delledinamiche relazionali e una più efficace azione didattica. Del resto già nella scuoladell'infanzia il bambino è abituato a rapportarsi con più docenti.
Una legge per fare occupazione? Si dice che la riforma della scuola elementare del1990 è stata fatta per assumere più insegnanti.FALSO! E' stata fatta per coprire un tempo scuola di 27/30 ore settimanali,necessario per assicurare un bagaglio di conoscenze e competenze adeguatoall'evoluzione dei tempi e rispetto al quale era ormai improponibile un docente"tuttologo". Ha ricondotto efficacemente a sistema la diffusa pratica delle attivitàintegrative. E' piuttosto questo Governo che decide sulla scuola solo in base a calcolioccupazionali, ovviamente in negativo (disoccupazionali…).
La scuola è uno "stipendificio"? La Ministro ha ripetutamente detto che in tuttiquesti anni la scuola è diventato uno "stipendificio" e che "al centro della scuola sonostati messi gli interessi degli insegnanti".FALSO! Che il Ministro entri qualche ora in un'aula, veda la fatica di chi ci lavora, mane avverta anche la passione. Forse non si è accorta di aver offeso pesantementepersone che dovrebbe invece ringraziare per l'impegno profuso, certo largamentesuperiore alla paga che ricevono.
Meno scuole, miglior servizio? Si sostiene che chiudendo un po' di scuole ilsistema guadagnerà in efficienza, e verrà salvaguardata l'offerta formativa sulterritorio.FALSO! La razionalizzazione del sistema va bene, la desertificazione del territoriono. Privare molti comuni della scuola di base è un falso risparmio, che scarica i costisui comuni stessi e sulle famiglie. In ogni caso si distrugge la scuola dellaCostituzione e si privano le comunità isolate dell'unica struttura che fa da presidioall'abbandono del territorio. I costi, in termini di civiltà, di sviluppo, di democraziasarebbero altissimi.
Meno personale, ma pagato meglio? Si afferma che il taglio del personale serveper poter pagare di più chi lavora nella scuola. Si arriva a promettere 7.000 euro "alarga parte dei docenti".FALSO! I numeri sono scritti chiaramente nella relazione tecnica della Finanziaria:numeri che corrispondono, a manovra completata, a meno di 1.000 euro lordi annuipro capite (netto mensile in busta, circa 40 euro mensili). Una cifra irrisoria, che puòdiventare minimamente significativa solo se si sceglie di "premiare" una parte esiguadel personale. E lasciando comunque irrisolto il problema principale, che è quello direndere dignitose le retribuzioni di tutti.
Quale dialogo? Quale confronto? Il Ministro ha affermato che avrebbe ricercato ildialogo e il confronto.FALSO! Il dialogo lo ha chiuso approvando in nove minuti una finanziaria cheprobabilmente non aveva neanche avuto il tempo di leggere e firmando un decretod'urgenza con norme (maestro unico) che distruggono la ricerca, il lavoro, l'impegnodi trent'anni di buona scuola.
OPERAZIONE NOSTALGIA.
C'è da chiedersi: perché è stata utilizzata questabatteria di slogan e di affermazioni non vere? Per nascondere l'unico motivo, lafilosofia vera dell'intervento governativo sulla scuola: ridurre la spesa, incuranti delleconseguenze. Il tutto nella più assoluta mancanza di un progetto, di un'idea discuola, un vuoto che si cerca superficialmente di riempire con la retorica e unostucchevole sentimentalismo, facendo leva sulla nostalgia del "come eravamo" maevitando accuratamente di misurarsi con la novità e la complessità dell'odiernaemergenza educativa.
Ma forse un'idea di scuola c'è. E' l'idea di una scuola che pur di costare menorinuncia alla personalizzazione dei percorsi educativi, così come rinuncia a dedicareun'attenzione privilegiata alle situazioni di svantaggio personale e sociale. Unascuola che ci riconsegna una valutazione prevalentemente selettiva, piuttosto cheformativa: così noi chiameremo SERIETA' quello che l'OCSE chiamaDISPERSIONE. Ma si sa, all'OCSE è bene non dare molto ascolto, anche perché ciricorda che siamo ancora indietro di oltre un punto, rispetto agli altri, in termini dipercentuale di spesa per l'istruzione in rapporto al PIL (dati OCSE, "Uno sguardosull'Istruzione 2006").
A questa idea di scuola, inadeguata alle attese e ai bisogni delnostro Paese, diciamo chiaro e forte il nostro NO.