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Domenica 5 Settembre 2010
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Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori
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23 Settembre 2010
SCM…SERVE UNA NUOVA CULTURA DELLA PARTECIPAZIONE

Il dibattito che si è innescato sulla presa di posizione di Alfredo Aureli, rispetto al clima percepito dall’azienda SCM verso l’ambiente in cui opera, chiama in causa tutti e richiede una riflessione franca sullo stato dei rapporti sindacali nel settore, al fine di evitare il rischio di presentare una realtà distorta rispetto al modello di relazioni industriali oggi prevalente nel territorio.

Intanto le relazioni sindacali nella categoria non sono improntate all’antagonismo sindacale, come propone la FIOM, e trovano spesso soluzioni ed accordi tra le parti, anche grazie ad un maggiore pluralismo sindacale che invece in SCM non esiste, il cui modello di relazioni sindacali ha retto fin tanto che i cicli economici sono stati positivi, e la contrattazione era di tipo espansivo, visti anche i maggiori margini aziendali.

Nel momento in cui, tutti sono stati chiamati ad una presa di coscienza e di responsabilità dettata dalla riorganizzazione della azienda e dalla crisi economica mondiale, è emerso chiaramente una difficoltà di orientamento da parte di una organizzazione sindacale che in SCM ha la maggioranza degli iscritti, con cui l’azienda da anni ha gestito le relazioni sindacali.

La Cisl continua a pensare che per affrontare la sfida della nuova competizione, oggi serva instaurare un nuovo modello di relazioni sindacali basato sulla partecipazione e sulla responsabilità sociale di tutte le parti, che si traduca in più dialogo, più regole e meno conflittualità.

Serve cioè una nuova cultura che, pur nei differenti ruoli, crei nuovi spazi di collaborazione tra impresa e sindacati nell’interesse di tutto il territorio.

Un territorio che non è in grado di creare un ambiente favorevole rispetto ai fattori che possono facilitare l’insediamento o il mantenimento della più importante realtà produttiva, è un territorio ed un sistema che rischia un lento declino.

Se una azienda come SCM decide in un piano di riorganizzazione di lasciare la testa ed il cuore della propria attività nel nostro territorio, come Cisl crediamo che sia da sostenere e valorizzare.

Il sistema territoriale deve altrettanto difendere la scelta di questi imprenditori e cogliere l’opportunità di aprire una seria discussione sul futuro del nostro sistema manifatturiero, con la consapevolezza che il lavoro e i lavoratori devono essere al centro del dibattito.

Diventa allora importante discutere, ragionare “fare comunità”, perché la crisi non incide solo sul destino delle persone, ma ridisegna anche le prospettive dei territori, dei modelli di sviluppo costruiti nei decenni scorsi, pone problemi nuovi sul come farli evolvere, verso nuovi percorsi di innovazione, di integrazione tra economie, reti, consorzi, servizi che guardino al futuro.

Per questo la “provocazione” posta da Alfredo Aureli, ci deve spronare per aprire un serio ragionamento sul nostro sistema territoriale.

Massimo Fossati segretario generale Cisl



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