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8 Settembre 2010
CISL: NELLA MANOVRA SERVE MAGGIORE EQUITA' La Cisl è convinta che siamo di fronte ad un passaggio delicato della vita sociale ed economica del paese, fortemente condizionato dalla situazione internazionale.
Per noi occorre a fianco della manovra imboccare con decisione una nuova strada per realizzare una maggiore equità, indispensabile di fronte alla crisi sociale ed economica: pertanto dobbiamo spingere per un innalzamento della tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni, che devono contribuire di più al risanamento dei conti pubblici e per continuare ad alimentare di più interventi anticiclici e politiche di sviluppo economico ed industriale, unico modo per evitare che la debole ripresa si arresti e per dare risposte concrete alla creazioni di nuova occupazione, nostra priorità.
La Cisl ritiene che il sindacato italiano debba evitare di partecipare al rimpallo di accuse che la politica sta ancora in queste ore dimostrando, assumendo invece un atteggiamento adatto alla gravità del momento economico:
• di fronte alla più grave crisi economica, occupazionale dell’ultimo secolo non dobbiamo misurare i singoli provvedimenti, bensì valutare come prioritaria la sostanziale difesa di un modello di stato sociale e l’azione di riequilibrio dei conti pubblici, indispensabile per difendere i diritti di lavoratori e pensionati
• il riavvio della lotta agli sprechi e all’evasione fiscale (veri cancri del paese che continuano a pesare sui lavoratori e pensionati onesti) va perseguito con continuità ed ulteriori provvedimenti
• i sacrifici chiesti anche ai lavoratori della pubblica amministrazione non possono tradursi nella morte della contrattazione collettiva e salariale; è pertanto necessario che venga prevista per le amministrazioni virtuose e a fronte di obiettivi concreti la possibilità di svolgere una contrattazione decentrata
• invece di un federalismo fatto di bandiere, parole vuote e tagli indiscriminati agli enti locali il sindacato vuole porsi l’obiettivo di realizzare un federalismo vero, che valorizzi le realtà virtuose e permetta un vero decentramento di risorse, autonomie e responsabilità
E’ importante che nella fase di conversione parlamentare del decreto il governo si impegni a non cedere a lobby particolaristiche, evitando di allentare gli interventi su sprechi ed evasione.
E’ altresì importante che l’azione del sindacato non ceda alla demagogia. Il sì ai sacrifici che tutti i sindacati hanno dichiarato deve essere conseguente. La richiesta di una maggiore equità della manovra deve diventare comune a tutti i sindacati, partendo non da un rifiuto della stessa, ma da un confronto con tutte le forze politiche e con tutti coloro che vogliono concorrere alla coesione sociale.
La difesa dell’euro, il riequilibrio dei conti del nostro paese allontanando attacchi della speculazione finanziaria, la sostenibilità nel lungo periodo del sistema di welfare pubblico sono obiettivi che ogni sindacato riformista e moderno deve sostenere.
NEI SACRIFICI RAFFORZARE L’ EQUITA’
NO ALLA MORTE DELLA CONTRATTAZIONE NEL SETTORE PUBBLICO
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