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20 Settembre 2010
STATUTO LAVORATORI Bonanni: "Non ci sarà nessuna riforma senza l'accordo tra le parti sociali"
''Dello Statuto dei lavoratori, di cui ricorre oggi il quarantesimo anniversario, cambiera' quello che le parti vorranno cambiare e non certamente quello che vorra' la politica, o il Parlamento, o il governo. Non siamo d'accordo su interventi unilaterali che scavalchino le parti. Cambiera' quello che lavoratori e imprese riterranno conveniente". Lo ha sottolineato il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, oggi a Roma, in occasione del convegno organizzato dalla Cisl per celebrare il 40° anniversario della storica legge e per ricordare la figura di Donat Cattin, commentando le parole del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, sulla necessità di arrivare al più presto a un nuovo Statuto dei lavori. "Credo -ha aggiunto il segretario- che il ministro Sacconi faccia bene a dire che non imporrà normative, che non porrà l'accento su normative di sua proposta e che lascerà alle parti sociali questa partita. E' la politica giusta, quella che cercavamo. Se il governo - ha poi precisato- vuole aiutarci a trovare accordi, può usare incentivi fiscali e contributivi, ma non può invadere il campo, che deve essere presidiato e gestito dalle parti sociali".
Il segretario della Cisl ha poi ricordato Carlo Donat Cattin, sindacalista della Cisl e politico Dc che da ministro contribui' alla realizzazione dello Statuto dei Lavoratori. ''Voglio ricordare Carlo Donat Cattin perche' e' un figlio ma anche un padre della Cisl -ha detto Bonanni . E' stato, come molti cislini, un po' rude, un po' cocciuto e fedele ai principi e alle tradizioni, ma con la duttilita' di coloro che pur di raggiungere un accordo si incontra e fa accordi con altri. Se ognuno di noi sa incontrarsi meglio con gli altri - ha aggiunto - faremo un'Italia migliore, ma anche la democrazia italiana migliore e piu' forte''. A Donat Cattin e' stata oggi intitolata la sala dell'Auditorium della Cisl di via Rieti.
Nel porre l'accento sull'importanza dello Statuto dei lavoratori, Bonanni ha ricordato che solo pochi mesi prima che la legge 300 entrasse in vigore, i lavoratori temevano di essere riconosciuti e di subire pesanti ritorsioni tanto da decidere di incontrarsi nei bar o comunque non in modo pubblico per risolvere i problemi. "Io stesso -ha raccontato il segretario- fui salvato dall'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. Quando, infatti, organizzai un gruppo, mi licenziarono per scarso rendimento, ma furono costretti a reintegrarmi grazie all'articolo 28 (norma relativa alla repressione della condotta antisindacale)". Bonanni ammette, infine che "sarebbe stato certamente meglio oggi celebrare in modo unitario lo Statuto dei lavoratori, ma -dice- e' comunque importante che vi siano tre grandi celebrazioni perche' testimoniano il pluralismo sindacale italiano. Pluralismo che lo rende il piu' forte in Europa per numero di aderenti il che significa che sappiamo raccogliere lavoratori di ogni religione, di ogni appartenenza politica e merceologica".
"Per rendere il sindacato italiano piu' unito - ha aggiunto - bisogna fare esattamente cio' che abbiamo deciso con tanta forza unitariamente'', l'accordo di base sulla riforma della contrattazione e della rappresentanza del 2008. 'Questi due aspetti di democrazia sindacale e di stabilire i criteri della rappresentanza sono pilastri molto importanti per regolare la vita del sindacato italiano pluralista''. Bonanni e' tornato cosi' a rilanciare la proposta gia' lanciata al congresso della Cgil di Rimini, ribadendo l'importanza dell'accordo sulla rappresentanza da una parte e la democrazia sindacale dall'altra. ''Il referendum - ha detto - e' una parola che ho contrattato ma su cui ci possiamo mettere d'accordo. A proposito del voto noi siamo molto affezionati al fatto che votino solo gli iscritti - ha proseguito - pero' siccome non siamo soli, e spero che anche gli altri se ne rendano conto perche' altrimenti rimangono soli davvero, rinunciamo a questo principio dei soli iscritti e arriviamo ad una votazione di tutti i lavoratori sui grandi accordi contrattuali e con le controparti. Io dalla Cgil mi aspetto questo''. Bonanni ha anche insistito sulla necessita' per il sindacato di ''interiorizzare il pluralismo'' e ha fatto un implicito riferimento alle divisioni nella Cgil: ''Dobbiamo imparare di piu' a stare insieme, ma e' chiaro che se nella Cisl c'e' un pezzo che non ci sta, la Cisl va avanti lo stesso perche' se si ferma si fermano anche Cgil e Uil. E chi ha buone orecchie per intendere intenda''.
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