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Domenica 5 Settembre 2010
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Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori
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23 Settembre 2010
IL SEGRETARIO GENERALE FOSSATI RISPONDE ALLA CGIL DI RIMINI
L’intervista rilasciata alla stampa dal Segretario Generale della Cgil chiarisce, caso mai ve ne fosse bisogno, su quale piano la sua organizzazione ha voluto tenere la vicenda “SCM” .

Noi abbiamo posto un problema di rispetto verso le altre organizzazioni, di ripristino della agibilità sindacale, del necessario pluralismo che deve esserci all’interno dei luoghi di lavoro.

In questi giorni abbiamo richiamato l’attenzione di tutti ed in primis della Cgil affinché si condannassero gli episodi di intolleranza manifestati con gli spintoni ricevuti dal nostro dirigente sindacale durante l’assemblea “unitaria” dello stabilimento di Villa Verucchio convocata per presentare un accordo siglato da tutte e tre le organizzazioni.
Sarebbe bastato, per chiudere la vicenda, una presa di distanza da parte della dirigenza della Cgil da fatti accaduti indipendentemente dalla loro gravità; si tratta di manifestazioni di dissenso che il movimento sindacale da sempre condanna. I momenti di confronto - anche i più accesi - non possono mai travalicare le regole del diritto di parola e del reciproco rispetto. Tanto più in tempi come questi già carichi di tensione nel mondo del lavoro.
Ritenere, invece, che chi ha subito una contestazione non solo verbale abbia inventato tutto e lo abbia fatto per uno scopo pubblicitario è grave; continuare ad affermarlo significa essere in malafede perché di questi fatti possiamo portare testimoni oculari; è come disconoscere la storia, l’onore ed il rispetto faticosamente conquistato dai movimenti sindacali e che è dovuto agli uomini ed alle loro Organizzazioni ; è come affermare che quanto accaduto è assolutamente normale nel confronto dentro il sindacato.
Si è preferito dire che non si è visto nulla, per poi passare a negare tutto.
Si invoca il diritto a non ascoltare, quale forma di nuova democrazia sindacale, e la si esercita non come sarebbe logico evitando di partecipare all’assemblea o abbandonando la riunione bensì aspettando l’arrivo dei rappresentanti della Fim e della Uilm per contestarli e poi “spontaneamente” invitare tutti ad abbandonare la sala.
Chi non vuole ascoltare le ragioni e le idee degli altri lo può fare è un suo pieno diritto. Ma non rientra tra questi ultimi usare spintoni o qualsiasi altra di forma di prevaricazione
Noi siamo convinti che alla fine la verità verrà fuori, e siamo fiduciosi che il tempo su questo sarà galantuomo, perché “una verità espressa nel punto più remoto del mondo, anche senza un testimone, non muore, e, a suo tempo, porterà frutto”.

Massimo Fossati Segretario Generale Ust-Cisl



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