|
7 Settembre 2009
SCM: UNA TRATTATIVA CHE DEVE CONTINUARE. Dopo gli incontri aziendali dell'1 e 2 u.s., la trattativa con la Direzione aziendale di SCM è proseguita Venerdì 4 settembre al Ministero del Lavoro. Questo il quadro, di metodo e di merito, che abbiamo di fronte a conclusione di quegli incontri.
Relativamente ai riflessi quantitativi e qualitativi sull'occupazione del Piano industriale presentato, l'Azienda in preparazione dell’incontro presso il Ministero ha fornito un quadro informativo più analitico, si è resa disponibile per ulteriori approfondimenti ma contemporaneamente ha ribadito la indisponibilità a sviluppare un confronto sugli investimenti, sugli obiettivi e sulle soluzioni previste dal Piano stesso.
Anche per questi aspetti, ma soprattutto, per il quadro produttivo e occupazionale che i dati forniti dall'azienda hanno evidenziato, la delegazione sindacale ha espresso una valutazione critica, non essendo nelle condizioni di contribuire alla determinazione delle prospettive concrete del piano industriale:ad esempio, non è possibile prefigurare il destino dei diversi stabilimenti, in particolare per quello di Pesaro.
Nel corso dell’incontro presso il Ministero, l’Azienda, sull'insieme di queste questioni ha dichiarato una disponibilità politica a strutturare un percorso di confronti ai diversi livelli che abbiamo colto positivamente, ribadendo più in specifico la necessità che in una ipotesi di accordo si dovranno prevedere impegni precisi per quanto riguarda la permanenza di SCM nei diversi siti produttivi, sulle modalità di confronto e discussione tra le parti su materie quali gli interventi per la riduzione delle sovrapposizione di prodotto, il ridisegno dei processi produttivi, sull'introduzione delle modalità organizzative previste dal Toyota Production System in occasione dalla introduzione di cambiamenti tecnologici/organizzativi e dalla definizione degli standard operativi delle aree di fabbricazione e la definizione di progetti formativi assolutamente decisivi per rendere efficace la stessa innovazione tecnologica.
Per la delegazione sindacale, tutto ciò richiede coerenze nella utilizzazione degli ammortizzatori sociali anche perchè il Piano industriale viene attivato in un momento di crisi economica che sta producendo pesantissime ripercussioni sul volume degli ordini quindi sulla produzione da farsi.
Il confronto con le proposte dell'azienda doveva quindi definire i criteri da utilizzare per effettuare le sospensioni in CIGS, le modalità concrete di utilizzazione della CIGS, gli aspetti quantitativi del numero di persone coinvolte, i modi e le forme delle verifiche periodiche tra le parti e le risorse economiche disponibili per ridurre gli effetti degli ammortizzatori sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare per chi sarà sospeso per periodi particolarmente lunghi.
Mentre si può senz'altro affermare che sui criteri di utilizzo della CIGS è stato raggiunto un adeguato livello di convergenza reciproca che ha permesso di proseguire il confronto, così come a parole, c'era il massimo di disponibilità aziendale su incontri di verifica periodica per la verifica della gestione del piano di sviluppo, sugli altri argomenti ovvero sulle modalità di utilizzo della CIGS (zero ore, rotazione, riduzione d'orario), sul numero massimo di lavoratori collocabili e sul sostegno al reddito la trattativa è arrivata ad un punto tale che, in ragione del merito delle soluzioni proposte dall’Azienda, la delegazione sindacale ha formalizzato la necessità, per poter proseguire nella trattativa, di effettuare una verifica con i lavoratori del mandato a concludere.
Di fronte alla possibilità di proseguire il percorso di confronto sindacale a livello del Mistero del Lavoro, aggiornando l'incontro ad una nuova data con il consenso di entrambi le parti, la Direzione aziendale ha preferito e preteso la sottoscrizione di un mancato accordo.
E' piuttosto difficile tentare di individuare una ragione positiva a questo atteggiamento dell'Azienda.
Per quanto ci riguarda sarebbe GRAVISSIMO E TOTALMENTE INGIUSTIFICATO, se l' azienda decidesse di procedere UNILATERALMENTE ALLA ATTIVAZIONE DELLA CIGS.
Per quanto ci riguarda, convocheremo le assemblee di tutti gli stabilimenti interessati entro la prossima settimana, nelle quali informeremo i lavoratori in modo dettagliato sul punto a cui è giunta la trattativa. Al termine di ogni assemblea il Coordinamento sindacale di gruppo e FIM FIOM UILM chiederanno alle lavoratrici e ai lavoratori di pronunciarsi per avere il madato a concludere la trattativa con l'azienda.
Il Coordinamento sindacale di SCM Group
FIM FIOM UILM
Rimini 7 settembre 2009
|
|  |
|