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13 Settembre 2009
SICUREZZA NON E’ IL “PACCHETTO” DEL GOVERNO
NESSUNO PUO SENTIRSI PIU’ SICURO IN UN PAESE
DOVE LA DIGNITA’ DELLA PERSONA NON E’ UN DIRITTO DI TUTTI
Dopo i respingimenti coatti verso la Libia di centinaia di profughi, dopo la negazione delle più elementari norme sul diritto di asilo, ultime di una lunga serie di violazioni dei diritti umani, mercoledì 13 maggio si consumerà, nel Parlamento italiano, una bruttissima pagina della storia del nostro Paese: verrà approvato il “pacchetto sicurezza” che introduce, di fatto, delle nuove leggi razziali. La chiave di volta di queste nuove disposizioni sarà l’introduzione del reato di clandestinità che sottoporrà i migranti irregolari ad un vero e proprio ricatto sociale, costringendoli a non esercitare il diritto di cura ed il diritto all’istruzione ed una serie di altri diritti garantiti dalla nostra Costituzione e da altre convenzioni internazionali a tutela dei diritti umani sottoscritte anche dall’Italia.
CGIL CISL UIL invitano i cittadini a riflettere sulla vere intenzioni del Governo a partire da alcune semplici domande:
Il nostro Paese sarà più sicuro se un migrante dovrà pagare 200 euro di tasse in più per rinnovare i documenti?
Il nostro Paese sarà più sicuro se un migrante, privo di documenti, bisognoso di cure, non potrà rivolgersi ad un ospedale per paura di essere denunciato?
Il nostro Paese sarà più sicuro se un migrante, privo di documenti, non iscriverà a scuola i propri figli per paura di essere denunciato?
Il nostro Paese sarà più sicuro se un migrante, privo di documenti, non potrà riconoscere il proprio figlio?
Pensiamo di no.
Il ddl 2180 l’Italia, che il Parlamento voterà in senso favorevole, in quanto gli è stata imposta la fiducia da parte del Governo, non renderà il nostro Paese più sicuro, ma meno libero, più diseguale, meno coeso, un Paese peggiore.
CGIL CISL UIL esprimono forte contrarietà al divieto di registrazione dei bambini all’anagrafe e all’istituzione delle ronde che sono inefficaci e interferiscono con l’azione delle forze dell’ordine sul territorio e non garantiscono la neutralità politica delle associazioni e dei loro appartenenti. Esprimono anche forte contrarietà a tutto l’impianto del decreto legge che configura una intollerabile restrizione dei diritti umani delle persone e una forte connotazione di discriminazione razziale.
SI ALL’ACCOGLIENZA E ALL’INTEGRAZIONE NELLA LEGALITA’
NO AL DISEGNO DI LEGGE LESIVO DELLA DIGNITA’ DELLE PERSONE
Rimini, 13 maggio 2009
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