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Venerdì 10 Settembre 2010
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Confederazione Italiana
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8 Settembre 2009
NO AL DECRETO SICUREZZA PROPOSTO DAL GOVERNO!!!
E’ con profonda amarezza e vergogna che la CISL di Rimini e ANOLF prendono posizione sul cosiddetto “Decreto sicurezza”.

Da tempo, sulla questione sicurezza, assistiamo ad una offensiva senza precedenti da parte di alcuni partiti politici, a sostegno della loro campagna mediatica ed elettorale.
Una campagna politico-elettorale tesa a parlare alla “pancia” della gente, alle paure vere o presunte della gente, inscenate ad arte quando purtroppo accadono fatti criminosi.
Una campagna politico-elettorale che non tiene in alcun conto le attenzioni ai temi e problemi del tempo presente: a partire dalla globalizzazione delle economie, dalla libera circolazione delle persone nella UE, alla grande presenza dei lavoratori migranti nel nostro Paese, al loro apporto positivo alla economia nazionale e al sistema fiscale e previdenziale, all’incontro faticoso delle culture, ai valori dati e portati da una società multiculturale.

Per alcuni partiti politici, il fenomeno migratorio, i lavoratori e le lavoratrici immigrate sono solo “numeri e braccia” se non anche “bestie da soma”, con doveri - molti -, senza diritti - spesso -, perché continuamente pressati e vessati dalle norme legislative.

Nessuno di noi, pensa che lo Stato non debba svolgere la sua funzione di presidio sul piano istituzionale e del diritto e di repressione quando si manifestano situazioni di crimine; né nessuno di noi pensa che la clandestinità sia uno stato di legittimità.
Ma, la equiparazione dello stato di clandestinità allo stato di criminale, fino a perseguirlo nella lotta alla criminalità, così come la equiparazione tra clandestino e criminale come sostenuto dalla proposta di norma legislativa, ci paiono non solo sproporzionati per gli obbiettivi dati dalla legge, ma lesivi di ogni stato di diritto personale e della dignità umana delle persone.

Per questo ci sentiamo di stigmatizzare la proposta di Decreto Sicurezza, impostato ancora una volta non tanto sulla attenzione alle persone da parte dello Stato, ma sulla totale repressione delle persone, dei loro bisogni, delle loro domande, dei perché queste si trovino nella condizione della migrazione clandestina.

Il Decreto Sicurezza è quindi lesivo della dignità e del diritto della persona umana, di ogni UOMO, di ogni DONNA, di ogni BAMBINO che ha avuto l’avventura-sventura di nascere in un Paese povero e di avere voluto sfuggire ad una vita miserevole e senza futuro.

Ben altre norme servono al nostro Paese; ben altra mentalità è utile a questo Paese per farlo entrare nel consesso dei PAESI CIVILI, aperti al mondo e alle trasformazioni in corso e capaci di rispondere alla più grande sfida in atto in molti Paesi del mondo che è quella delle migrazioni.


CISL rimini ANOLF Rimini



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