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FISASCAT organizza, rappresenta e tutela i lavoratori occupati nel terziario e nei servizi, operando su oltre 40 Contratti Nazionali di settore. I principali sono: terziario, distribuzione e servizi commerciali, turismo, cooperative di consumo, cooperative sociali, agenti di commercio, acconciatura ed estetica, | farmacie private e municipalizzate, istituti socio-assistenziali, imprese di pulizia, lavoro domestico, portieri, studi professionali, vigilanza privata.
Principali attività svolte: La FISASCAT opera con servizi di consulenza per quanto riguarda le problematiche del lavoro inerenti i contratti applicati nel settore terziario. Offre servizio di controllo buste paga, controllo liquidazione, tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Si occupa di contrattazione nelle aziende del territorio.
fisascat.rimini@cisl.it |
| FISASCAT - Commercio, servizi, turismo e terziario >>> NOTIZIE |
9 Gennaio 2012 - LIBERALIZZAZIONE ORARI, LA FISASCAT CRITICA ASPRAMENTE LE APERTURE COMMERCIALI SENZA REGOLE La Fisascat, la federazione del terziario,commercio, turismo e servizi della Cisl, commenta negativamente la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in vigore dal 1° gennaio 2012. “Crediamo fortemente che il via libera del provvedimento non avrà gli auspicati effetti sull’aumento dei consumi, del Pil e dell’occupazione – ha dichiarato il segretario generale della categoria Pierangelo Raineri – Tutt’altro siamo convinti che l’applicazione della nuova norma avrà pesanti ripercussioni proprio sui lavoratori e sulle lavoratrici dei settori già polverizzati del terziario privato, che si troveranno a fare fronte alle nuove richieste del mercato in carenza di servizi pubblici che sostengano le necessità delle famiglie già penalizzate dalla crisi e dagli effetti della manovra varata dal Governo”.
“Condividiamo anche le perplessità espresse dalle associazioni dei commercianti ed esprimiamo la nostra forte preoccupazione sulla possibile conflittualità che a livello decentrato potrebbe generarsi in un mercato di lavoro senza regole – ha proseguito Raineri – Anche nei contratti nazionali che abbiamo sottoscritto nell'anno appena concluso, a cominciare da quello del turismo e del terziario, della distribuzione e dei servizi e da quelli recentemente rinnovati delle cooperative sociali e della distribuzione cooperativa, abbiamo condiviso con le associazioni datoriali che proprio le materie attinenti il mercato del lavoro, comprese le aperture in deroga, l’organizzazione e l’orario del lavoro, rientrano tra le quelle demandate al livello decentrato che dovrà tener conto delle peculiarità territoriali e delle esigenze del mercato del lavoro locale nel rispetto dei diritti dei lavoratori del settore”.
"Ora più che mai è urgente dare seguito alle linee già condivise lo scorso anno con l`Associazione Nazionale dei Comuni Italiani su orari e deroghe ed avviare un confronto che coinvolga Parti Sociali ed Istituzioni – ha concluso Raineri – La Fisascat sarà sempre in prima linea per ribadire che la titolarità delle decisioni sulle aperture in deroga appartiene al confronto decentrato che dovrà assegnare in tal senso un ruolo decisivo proprio alla contrattazione territoriale".
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19 Aprile 2011 - Approvato dal Governo il decreto legislativo sui lavori usuranti Nota del segretario confederale Maurizio Petriccioli.
Riteniamo positivo che dopo un percorso molto complesso sia stato approvato il Decreto legislativo per l'accesso anticipato alla pensione di coloro che svolgono attività particolarmente usuranti". Lo sostiene in una nota il Segretario Confederale della Cisl Maurizio Petriccioli a seguito dell'approvazione in via definitiva da parte del Governo, del Decreto legislativo per la tutela previdenziale dei lavoratori adibiti a mansioni usuranti. "Nel futuro - sottolinea Maurizio Petriccioli - sarà necessario continuare l'impegno per poter migliorare gli aspetti più delicati e complessi del Testo di legge e per contribuire all'elaborazione del Decreto ministeriale di attuazione che dovrà definire i dettagli della procedura di accertamento dei lavori usuranti e del relativo monitoraggio".
Nel dettaglio: le mansioni identificate come usuranti sono: i lavori in galleria, cave e miniere, in cassoni ad aria compressa, spazi sottomarini, quelle eseguite ad alte temperature, per asportazione dell'amianto in spazi ristretti, alcuni lavori notturni, quelli delle linee a catena e le attività di conduzione di determinati veicoli di trasporto collettivo. La copertura finanziaria del decreto si valuta in 312 milioni di euro per il 2011, 350 nel 2012, 383 a decorrere dal 2013. Ci sono stati dei ritardi ma il decreto completa l'applicazione del protocollo del 2007 (con il Governo Prodi) che prevedeva l'attenuazione dello scalone "Maroni" , i lavori usuranti ai fini dell'accesso alla pensione anticipata, l'istituzione della 14esima per i pensionati, una migliore totalizzazione dei contributi, contributi figurativi per la disoccupazione ed il riscatto della laurea.
Nella sezione Documenti lo schema del decreto approvato dal parlamento.
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25 Novembre 2010 - 60 ANNI DI STORIA DELLA CISL, LUNEDI 29 PRESENTAZIONE VOLUME Lunedì 29 novembre, ore 9.30 a Rimini presentazione del volume “60 anni di CISL a Rimini: tracce di un sindacato nuovo”
curato da Oreste Delucca, Carlo Pantaleo, Gino Taraborelli
Lunedì 29 novembre alle ore 9.30 presso il Centro Congressi Sgr in Via Chiabrera 34/B, la CISL riminese presenta il volume “60 anni di Cisl a Rimini: tracce di un sindacato nuovo”, curato da Oreste Delucca, Carlo Pantaleo, Gino Taraborelli.
Introduce l’incontro il segretario generale Ust-Cisl di Rimini Massimo Fossati, a cui seguono i saluti di monsignor Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, del sindaco Alberto Ravaioli e di Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini.
La presentazione del volume prosegue con gli interventi di Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all'Università di Bologna e di Oreste Delucca, co-autore del libro. Modera Giorgio Tonelli, giornalista Rai e conclude Giorgio Santini, segretario confederale Cisl. Ingresso libero.
SCHEDA DEL LIBRO
La Cisl riminese celebra i suoi 60 anni di vita e di attività, dal 1950 al 2010, promuovendo il volume “60 anni di Cisl a Rimini: tracce di un sindacato nuovo”, curato da Oreste Delucca, Carlo Pantaleo, Gino Taraborelli. Nel volume, di 176 pagine con una ricca documentazione fotografica, si ricostruisce la storia del sindacato in Italia e, parallelamente, a Rimini.
«La cronologia che qui viene presentata, senza voler essere esaustiva del lavoro svolto, ben illustra quanto la Cisl ha costruito nel nostro territorio – scrive nella presentazione Massimo Fossati, segretario provinciale Cisl di Rimini –. È una storia dentro la storia di una comunità, di una parte importante della nostra società. Una storia fatta di uomini e donne diventata piano piano un’intelligenza collettiva grazie al loro esempio, alla passione e alla fermezza nei valori fondativi della nostra associazione sindacale: autonomia, pluralismo, solidarietà, democrazia».
Sfogliando il volume si scopre che la Cisl riminese è nata il primo maggio 1950, il giorno stesso in cui a Roma veniva fondata la Confederazione nazionale.
«Dopo alcuni anni di sindacato unico, voluto dai partiti che allora governavano unitariamente il paese, la frattura creatasi nel 1948 e l’acuirsi delle tensioni fra le componenti cattolica, comunista e socialista, avevano portato a una crisi dei rapporti sindacali e al formarsi delle tre Confederazioni tuttora presenti – spiega Oreste Delucca –. Quantunque costituita in prevalenza da cattolici, la Cisl si è caratterizzata fin dall’origine come un sindacato libero, autonomo e laico».
A Rimini, continua Delucca, «i primi anni della Cisl non sono stati facili, dovendo fronteggiare una pesante situazione economico-sociale, la frequente avversione della Cgil locale, una cronica carenza di risorse dovute alla dipendenza dalla struttura provinciale di Forlì». Ma l’impegno e la volontà dei militanti hanno prevalso e nel 1979 la Cisl riminese ha raggiunto la completa autonomia da Forlì, diventando – come è tuttora – punto di riferimento importante per tanti lavoratori e pensionati, nella tutela dei loro diritti e al servizio delle loro esigenze, spesso in proficua collaborazione con la Cgil e la Uil.
Il volume “60 anni di Cisl a Rimini: tracce di un sindacato nuovo” ripercorre anche le vicende di questi ultimi anni, con la crisi economica che segna pesantemente il territorio. L’ultima iniziativa raccontata si è svolta pochi giorni prima di andare in stampa ed è «Un evento che riempie la Cisl riminese di orgoglio e di speranza», come si legge nel volume.
Sabato 2 e domenica 3 ottobre 2010, a Rimini, l’Anolf - Giovani di seconda generazione promuove una tavola rotonda sul tema dell’immigrazione insieme ai politici locali e organizza «una festa, davvero colorata, che ha visto famiglie, giovani e bambini di tutte le etnie, giunti o nati a Rimini, assieme alle famiglie locali, in un clima di vera fratellanza».
Nel libro trovano posto anche la presentazione dei servizi della Cisl riminese: il Patronato, il Caf (Centro di assistenza fiscale) e il Saf (Servizi amministrativi fiscali). Spazio anche alle categorie: Ial (Istituto per l’addestramento professionale dei lavoratori), Adiconsum (Associazione a difesa dei consumatori), Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio), Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere), l’agenzia viaggi Remin Etsi Travel, i pensionati della Cisl (Fnp) e il Coordinamento Donne Cisl.
Il libro si può richiedere alla Cisl di Rimini, tel. 0541 799800.
Ufficio stampa: manuela angelini, manuela.angelini@tin.it, cell. 348.2201384
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9 Settembre 2010 - PIENA SOLIDARIETA' A RAFFAELE BONANNI La CISL di Rimini esprime solidarietà e vicinanza al Segretario Generale Raffaele Bonanni, per l’aggressione subita ieri, nell’ambito della Festa Democratica a Torino ad opera di alcuni “contestatori a prescindere” che hanno impedito lo sviluppo di un normale dialogo.
La Cisl condanna con forza la cultura violenta, del non ascolto delle ragioni degli altri, di quanti non vogliono mantenere aperto alcun dialogo, ma aggrediscono e impediscono in modo premeditato un confronto democratico.
La violenza non è mai la soluzione giusta, e rischia di degenerare in derive pericolose.
La CISL rappresenta milioni di lavoratori e pensionati iscritti, vuole continuare a tutelare il lavoro e i lavoratori nella realtà in cambiamento; quotidianamente nei luoghi di lavoro e sul territorio è impegnata per la tutela di tutti i lavoratori e pensionati, a partire dai soggetti più deboli e in difficoltà.
Le aggressioni come quella di ieri non faranno desistere la Cisl dalla sua opera di tutela del lavoro, dell’occupazione, della tutela dei diritti.
Rimini 09/09/2010 LA SEGRETERIA DELLA CISL DI RIMINI
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5 Marzo 2010 - Norme sul lavoro: la Cisl sostiene l'autonomia delle parti sociali sulle questioni del lavoro. In queste ore si moltiplicano i giudizi sulla normativa sul lavoro, appena approvata dal Parlamento. In particolare, ci si interroga se la normativa approvata determini il superamento di fatto dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Secondo il dipartimento della Cisl che segue la materia, l'arbitrato, introdotto dalla normativa, non toglie nulla alle tutele previste dall'articolo 18 ed è una misura alternativa alla quale si può ricorrere volontariamente, in luogo della via giudiziaria. Le nuove norme prevedono che le clausole
compromissorie, che comportino la devoluzione obbligatoria della
controversia ad un collegio arbitrale, sono possibili solo se previste da accordi interconfederali o contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Il ruolo della contrattazione collettiva dunque farà scudo alla debolezza del lavoratore.In assenza dei predetti accor di interconfederali o contratti collettivi, trascorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministro del Lavoro definirà con decreto, sentite le parti sociali, le modalità di attuazione di questa norma. In tal caso la Cisl si impegnerà perché il decreto tenga conto delle
nostre posizioni.
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4 Marzo 2010 - RINNOVO CONTRATTO NAZIONALE TURISMO è stato rinnovato il CCNL del Turismo – scaduto il 31 dicembre u.s. - che interessa i tour operator, le agenzie, le strutture alberghiere e i pubblici esercizi e le strutture turistiche all’aria aperta.
Riguarda un settore molto articolato, caratterizzato da una forte stagionalità, da un’alta presenza femminile e da molti contratti a termine. I lavoratori interessati dal rinnovo sono un milione e 200 mila, di cui più di 250 mila stagionali.
Il contratto è stato siglato unitariamente il 25 febbraio u.s. - dopo pochi mesi di trattativa partita con tre piattaforme diverse - e pone consistenti novità sulle garanzie salariali e sul secondo livello di contrattazione.
L’ipotesi d’accordo, per il rinnovo del contratto nazionale del turismo, ha validità per il triennio dal 1 gennaio 2010 al 30 aprile 2013 ed è stata raggiunta dopo 50 giorni dalla scadenza.
Due – tra gli altri – i punti salienti del nuovo contratto: l’estensione del secondo livello in tutte le realtà produttive dei vari settori del comparto; il mantenimento delle garanzie salariali, normative e occupazionali nei servizi esternalizzati.
La parte economica prevede l’aumento salariale medio mensile a regime di 115 euro con un’integrazione economica di 210 euro da destinare al secondo livello di contrattazione da erogare ad ottobre 2012.
Il parametro preso a misura è stato l’Indice dei prezzi al consumo armonizzato (l’IPCA) al netto dei prodotti energetici importati e precisamente: 1,8% per l’anno 2010, 2,2% per l’anno 2011, 1,9% per l’anno 2012, più un’ulteriore aliquota a copertura del periodo di vigenza contrattuale eccedente il triennio (Gennaio 2010 – Aprile 2013) provvisoriamente stimata in 0,67% in attesa della determinazione ufficiale per il 2013 dell’ IPCA per un valore complessivo pari al 6,02% (tasso composto).
L’aumento è da suddividere in sette rate, una ogni sei mesi, per tutta la durata del contratto (tre anni e quattro mesi).
Altro elemento importante siglato fra le parti, riguarda la formazione del personale non esperto, assunto con la figura dell'apprendistato che, con i nuovi accordi, potrà essere effettuata, e certificata, direttamente all'interno dell'azienda.
Particolare attenzione, nel rinnovo contrattuale, è stata data al settore della ristorazione collettiva e delle agenzie di viaggio attraverso una tempistica diversa delle erogazioni salariali, in relazione al ben noto problema dei ritardati pagamenti.
Altro punto qualificante del rinnovo del ccnl è la valorizzazione degli Enti Bilaterali che destineranno il 30% delle loro risorse al sostegno del reddito, cosa prioritaria in una fase di crisi economica che ha investito anche questo settore.
Il rinnovo del CCNL è un importante risultato e una valida implementazione del nuovo modello contrattuale che ha permesso – non solo di garantire il potere di acquisto dei lavoratori – ma anche di farlo in tempi rapidi, costruendo un percorso che rafforza il secondo livello di contrattazione e da risposte importanti sul fronte delle tutele e delle certezze occupazionali dei lavoratori. |
26 Giugno 2009 - Assegni per il nucleo familiare 2009-2010 Dal 1° luglio 2009 entrano in vigore le nuove tabelle dell’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), valide sino al 30 giugno 2010.
L’INPS ha proceduto alla rivalutazione dei livelli di reddito in misura pari all’aumento del costo della vita in Italia tra il 2007 ed il 2008 (3,2%).
Il Ministero dell’Economia non ha ancora dato mandato all’INPS di aumentare gli ANF, come previsto dal D.L. 185/08, che stanziava 350 milioni di euro per ritoccare gli ANF nelle famiglie numerose, in quelle con presenza di soggetti diversamente abili e per unificare gli assegni dei lavoratori autonomi con quelli dei dipendenti, utilizzando quanto non utilizzato per mantenere gli interessi variabili dei mutui per la prima casa entro il limite del 4%.
Per poter continuare ad avere diritto all’assegno, i lavoratori interessati devono comunicare al proprio datore di lavoro la composizione ed il reddito del proprio nucleo familiare.
Per i pensionati l’aggiornamento dei dati avviene con l’operazione RED, che l’INPS avvia ogni anno.
Pubblichiamo tutte le tabelle aggiornate, valide dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010, come divulgate nella circolare INPS n. 81 del 16 giugno 2009. Le potrai scaricare nella sezione documenti Tabelle Assegni 2009.
PER OGNI EVENIENZA RIVOLGITI AL NOSTRO PATRONATO INAS O AGLI OPERATORI SINDACALI DELLA TUA CATEGORIA.
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26 Giugno 2009 - TERZIARIO
Siglato anche con Confesercenti patto per il lavoro sottoscritto nei giorni scorsi con la Confcommercio"
Sottoscritto anche con Confesercenti e da Fisascat, Filcams, Uiltucs il "patto per il lavoro nel terziario" siglato nei giorni scorsi con la Confcommercio.
L'intesa è finalizzata alla salvaguardia occupazionale attraverso il ricorso a tutti gli strumenti di gestione della crisi previsti dalle normative vigenti e alla necessità di allargamento alle fasce di lavoratori esclusi dagli strumenti di sostegno al reddito con il potenziamento del ruolo della bilateralità nonchè ad uno sviluppo qualificato del settore che interessa oltre 3milioni di lavoratori.
"Una svolta importante che apre nuove prospettive nelle relazioni sindacali del nostro settore - ha dichiarato Pierangelo Raineri, segretario generale della Fisascat Cisl - La sottoscrizione dell'intesa stabilisce un nuovo percorso unitario ed aiuta a superare le divisioni generate lo scorso anno dalla mancata sottoscrizione da parte della Filcams Cgil del contratto collettivo nazionale del terziario".
Altri punti qualificanti dell'accordo riguardano le politiche fiscali e contributive per le quali si richiederà una fase di confronto istituzionale con i ministeri competenti a partire dal ministero del Lavoro, la contrattazione ed il mercato del lavoro, la valorizzazione dei livelli contrattuali decentrati soprattutto per i confronti negoziali legati al superamento delle situazioni di crisi ed il rilancio del sistema di relazioni sindacali ai vari livelli.
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18 Maggio 2009 - PER IL SOSTEGNO DEL REDDITO DEI LAVORATORI IN SITUAZIONI DI CRISI Cgil, Cisl e Uil della provincia di Rimini hanno convenuto con i comuni di Rimini, Riccione, Cattolica, Marciano, Coriano e Bellaria, un accordo che permette agevolazioni tariffarie per i lavoratori, residenti nei suddetti Comuni, che si trovano nelle seguenti condizioni:
• Disoccupati da almeno 2 mesi a causa della crisi;
• Disoccupati da almeno 2 mesi per scadenza di contratto a termine e non rinnovato per effetto della crisi, compresi i contratti di collaborazione, a progetto e di somministrazione;
• Lavoratori in Cassa integrazione a zero ore o a rotazione, o sospesi da almeno 2 mesi e/o interessati da una riduzione dell’orario pari almeno al 50% del limite contrattuale individuale.
I lavoratori che si trovano nelle suddette condizioni, i cui nuclei famigliari utilizzano i servizi scolastici per l’infanzia erogati dal Comune (materne, nido, refezione) possono chiedere il ricalcolo delle rette dei relativi servizi.
Per i residenti nel comune di Rimini il ricalcolo vale anche per la tariffa di igiene ambientale.
Gli interessati sia al ricalcolo delle rette che delle tariffe, per la compilazione delle domande da presentare al Comune di residenza possono rivolgersi ai Caaf Cisl. Per prenotazioni e ulteriori informazioni chiamare Cisl Rimini 0541 799800 o rivolgersi presso le sedi Cisl nel territorio.
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15 Maggio 2009 - Possibilità di ottenere prestiti fino a 5000 € per lavoratori e famiglie FONDO ANTIRECESSIONE PROVINCIALE
Cgil, Cisl e Uil di Rimini con i Comuni e la Provincia di Rimini hanno siglato un accordo che permetterà ai lavoratori e alle famiglie in difficoltà di poter richiedere un prestito fino a 5000 € grazie al fondo di sostegno denominato “Fondo Antirecessione Provinciale (FAP).
Tali prestiti bancari fino ad un massimo di 5000 € sono a tasso zero, estinguibili in 24 oppure 18 rate, con la prima rata a decorrere dal 6° mese successivo all’erogazione.
I beneficiari dei prestiti sono i nuclei famigliari con i seguenti requisiti
• Almeno un componente che successivamente al 30/09/2008, ha cessato il rapporto di lavoro dipendente (a tempo indeterminato, a termine, part-time; somministrato, apprendistato, collaborazione coordinata e continuativa, a progetto, ecc);
• Con almeno un componente in cassa integrazione (ordinaria o straordinaria),in sospensione;
• In caso di morte, malattia, infortunio o gravi eventi traumatici di un componente;
• Con separazioni legali,per le quali già risulta una sentenza di separazione giudiziale o verbale di separazione consensuale omologato dal Tribunale dal 30/09/2008;
• giovani coppie legate da vincolo di matrimonio o conviventi anagraficamente, da non oltre 5 anni e con entrambe i soggetti al di sotto dei 35 anni di età.
In tutti i casi predetti, la condizione per cui si chiede il prestito deve verificarsi sia la momento della domanda che al momento dell’erogazione del beneficio.
Per la compilazione della domanda ci si può rivolgere ai Caaf Cisl su appuntamento.
Per ulteriori chiarimenti ed informazioni telefonare al 0541 799800 o rivolgersi direttamente alle sedi Cisl sul territorio.
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17 Aprile 2009 - SIGLATA INTESA SULLA RIFORMA CONTRATTUALE
La CISL, unitamente alla UIL ha sottoscritto con la Confindustria l'Accordo interconfederale che dà attuazione all'Accordo - Quadro per la riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio.
La CGIL presente all'incontro non ha sottoscritto l'accordo.
Con la firma dell'accordo attuativo il nuovo modello contrattuale entra pienamente in vigore e si potranno ora avviare le trattative contrattuali per i settori nei quali i contratti nel frattempo sono scaduti o sono prossimi alla scadenza.
Nell'accordo interconfederale vengono confermati i punti principali dell'accordo quadro, riprendendo gli aspetti specifici riguardanti i settori industriali, già condivisi nelle linee guida del 10 ottobre 2008.
In particolare: la durata triennale dei contratti, unificazione della parte economica e normativa; la piena legittimità della contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, incentivata con la detassazione e la decontribuzione; un nuovo indicatore di inflazione (IPCA) più elevato e credibile del tasso di inflazione programmata fissato dal Governo; un meccanismo di un recupero certo, alla fine del triennio contrattuale degli scostamenti dell'inflazione, la copertura dei nuovi contratti dalla data di scadenza dei precedenti; la previsione nelle realtà dove la contrattazione di secondo livello non viene effettuata; lo sviluppo della bilateralità per migliorare le tutele a favore dei lavoratori; la definizione delle regole per la certificazione della rappresentanza delle OO.SS. per via negoziale.
Quanto prima verrà affidato dalle parti firmatarie l'incarico all'istituto terzo di elaborare entro il prossimo mese il nuovo indicatore IPCA per il triennio 2009 -2011.
L'accordo interconfederale sottoscritto sostituisce il precedente accordo del 23 luglio '93.
L'accordo disciplina anche la parte transitoria del passaggio dal vecchio accordo del '93 al nuovo modello contrattuale, prevedendo che:
· le regole e le modalità del nuovo modello contrattuale si applicano a tutti i contratti collettivi nazionali di categoria e agli accordi di secondo livello, la cui scadenza biennale o quadriennale sia successiva alla data di entrata in vigore dell'accordo interconfederale stipulato oggi. I nuovi termini di presentazione delle piattaforme (6 mesi prima della scadenza) si applicheranno per i contratti in scadenza dal 1 novembre 2009, nel frattempo continueranno ad essere rispettati i tempi previsti dall'accordo del '93 (3 mesi prima della scadenza);
· i contratti nazionali di lavoro scaduti prima dell'accordo interconfederale stipulato oggi, ma per i quali non abbia ancora avuto inizio il confronto negoziale per il rinnovo, applicheranno parimenti le regole e le modalità del nuovo modello contrattuale,
· in sede di prima applicazione del nuovo modello contrattuale per ciascun nuovo contratto collettivo, ai fini dell'eventuale recupero degli spostamenti inflazionistici registrati nel biennio precedente verranno attuate le procedure previste nell'accordo del '93.
Un nuovo assetto contrattuale e il rafforzamento delle relazioni sindacali partecipative assumono un valore ancora maggiore in presenza della grave crisi economica ed occupazionale, di fronte alla quale è necessario, dopo aver ottenuto, con l'accordo Governo-Regioni, lo stanziamento molto significativo di 8 miliardi di euro per il 2009-2010, realizzare in tutte le Regioni gli accordi attuativi per estendere gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori compresi quelli delle piccole aziende, gli apprendisti, i temporanei, gli interinali e i co.co.pro. e per gestire attraverso la cassa integrazione e i contratti di solidarietà la crisi senza che ci sia il ricorso ai licenziamenti.
La CISL prende atto con rammarico della mancata adesione della CGIL, verso la quale fino all'ultimo è stata manifestata la disponibilità di una valutazione comune dell'accordo e auspica che questo momento di difficoltà nei rapporti possa essere rapidamente superato, a partire da una condivisione dell'intesa sulla rappresentanza sindacale da completare quanto prima.
La CISL è ora impegnata, anche nell'ambito delle proprie assemblee congressuali alla più ampia e tempestiva informazione di questo importante accordo tra i propri iscritti, e tra i lavoratori con l'intento di rafforzare la capacità e la prospettiva del sindacato confederale per una maggiore tutela dei lavoratori nel nostro paese.
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30 Gennaio 2009 - CONTRATTI: con il nuovo modello cresceranno gli stipendi "Le valutazioni che fa la CGIL sulle presunte perdite salariali dell'accordo quadro sulla Riforma della Contrattazione, sono sbagliate".
E' quanto sostiene in una nota l'Ufficio Studi della Cisl.
"Non è vero che il nuovo indicatore di riferimento della contrattazione, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo, depurato dei prezzi dell'energia importata, sia più svantaggioso rispetto alla situazione precedente.
Lo dimostrano in modo inequivocabile i dati sia riferiti al passato che al futuro.
Per quanto riguarda il passato, la CGIL riferisce le sue proiezioni sull'ipotizzata minore dinamica salariale, al periodo 2004 - 2008. L'accordo del 1993 prevedeva di legare gli incrementi retributivi nazionali al tasso di inflazione programmato.
Prendendo a riferimento il periodo 2004/2008 il Tasso Inflazione Programmata cumulato è cresciuto del 9%; il nuovo accordo avrebbe consentito un incremento retributivo pari all'11,3%, superiore di 2,3 punti all'incremento dell'inflazione programmata.
Il nuovo modello contrattuale applicato al periodo 2004/2008 avrebbe assicurato pertanto un incremento retributivo nazionale superiore all'accordo precedente di almeno 600 Euro.
Prendendo a riferimento l'ultimo decennio, secondo i dati Eurostat nel periodo 1997 - 2007 il nuovo indice previsto dall'accordo sarebbe cresciuto in Italia del 23,8% rispetto al 23,3% dell'indice dei prezzi al consumo famiglie operai e impiegati, vale a dire dell'inflazione reale rilevata dall'ISTAT.
La CGIL ignora inoltre che l'indicatore preso a riferimento dall'Accordo Quadro ha avuto una dinamica superiore all'altro ben in 7 degli undici anni. Infatti, l'indice armonizzato europeo (IPCA) è un indicatore più dinamico dell'inflazione, più veloce rispetto al riferimento tradizionale per i contratti, dell'indice famiglie operai ed impiegati.
Per quanto riguarda il futuro, per il triennio 2009-2011 il nuovo indicatore IPCA è sicuramente più vantaggioso del tasso di inflazione programmata. Inoltre, per la caduta dei prezzi del petrolio le previsioni sono che l'indice depurato prezzi energia sarà più dinamico rispetto all'indice complessivo. Secondo i tre maggiori centri di previsione (CER, Prometeia, Ref) per il 2009 il nuovo indicatore previsto dall'accordo depurato prezzi energia dovrebbe essere superiore di almeno lo 0,5% rispetto all'indice non depurato.
Diversamente da quanto affermato da alcuni commentatori, l'Accordo Quadro non prevede la riduzione del valore punto, cioè della retribuzione su cui si applicano gli aumenti contrattuali dell'inflazione prevista. E' previsto un valore retributivo medio, definito dalle specifiche intese nei diversi comparti, che non potrà in nessun modo essere inferiore a quanto già previsto nei singoli Contratti Nazionali di Lavoro.
L'accordo quadro inoltre definisce altri sicuri miglioramenti rispetto al passato:
La copertura economica dei nuovi contratti dalla data di scadenza dei precedenti, che potrà rimediare al fatto che nel recente passato si sono persi molti mesi e in qualche caso anche anni di aumenti contrattuali.
La riduzione della tassazione sui premi di secondo livello che porterà fin dal 2009 un incremento netto delle retribuzioni dai 250 ai 400 euro annui (su redditi da lavoro tra i 15 mila e i 30 mila euro lordi).
E' prevista inoltre per chi non potrà godere dell'estensione del secondo livello di contrattazione e dell'aumento del salario di produttività, a livello aziendale e territoriale, un elemento retributivo di garanzia che oggi nelle poche realtà in cui agisce ha un valore di circa 300 euro annui.
Perché questi dati non sono stati conteggiati dalla CGIL?
Tutti questi motivi confermano la positività dell'accordo quadro stipulato nei giorni scorsi. Chiediamo alla CGIL di non disorientare ulteriormente i lavoratori diffondendo false verità sui dati dell'accordo ma di esaminare con coerenza i contenuti dell'accordo rispetto alla piattaforma condivisa presentata da CGIL CISL UIL nel maggio 2008 e conseguentemente riscontrare che i punti principali di quella piattaforma sono affermati nell'accordo quadro".
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28 Novembre 2008 - APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI LOCALI: Affrontare insieme questa difficile fase Nonostante i dati disponibili sull’utilizzo della cassa integrazione nei primi 9 mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo 2007- agricoltura esclusa - ci indicano un calo nel settore industriale delle ore di cassa integrazione utilizzate dalla aziende locali (vedi dati Inps), non vi è dubbio che la situazione sta mutando velocemente in negativo.
Senza fare troppi allarmismi, come Cisl riteniamo necessario proporre che si attivi, per tempo, un tavolo unitario di confronto con le Associazioni Imprenditoriali e con le istituzioni nell’ambito del quale si possa elaborare un valido percorso di analisi ed approfondimento del nostro sistema produttivo che permetta di anticipare ed elaborare, realisticamente, gli inevitabili effetti e le ricadute che si avranno nei diversi comparti produttivi nel territorio.
L’instabilità dei mercati, la tendenziale diminuzione degli ordinativi emersa negli ultimi incontri con le principali aziende del settore industriale (in particolare della meccanica), la difficoltà da parte delle aziende - soprattutto di piccola e media dimensione - di ottenere idonei affidamenti dal sistema creditizio, rischiano di creare effetti dirompenti con pesantissime ricadute sui lavoratori e le lavoratrici.
Dal mancato reddito per ricorso alla Cassa integrazione alle aperture di procedure di mobilità per licenziamenti collettivi la via è breve. Questa strada deve essere evitata.
Serve quindi, per la Cisl, una sede unica per:
a)monitorare mensilmente le situazioni di crisi aziendali con utilizzo di dati analitici riferiti al numero di addetti coinvolti, all’ammortizzatore sociale utilizzato, alle tutele garantite per mezzo della contrattazione;
b)proporre l’attivazione di un tavolo “tripartito” (Organizzazioni sindacali dei settori Industriali – Datoriali – Istituzioni) che si riunisca con cadenza trimestrale al fine di verificare l’evoluzione dell’andamento produttivo, della situazione generale e di quelle specifiche di settore. In tali sessioni si dovrà prevedere l’attivazione di idonei strumenti utili al superamento di questa fase di congiuntura negativa;
c)definire un documento condiviso che individui linee guida e nuove risorse per la gestione delle crisi, in particolare nelle piccole aziende, rivendendo ed ampliando, ad esempio, l’accordo sul “fondo solida” istituito in Provincia.
Crediamo che, in una fase cosi complicata e difficile - che potrà avere pesanti ricadute sulla economia reale (in particolare per coloro che dispongono solo di un reddito fisso) - quelle sopra enunciate debbano essere considerate come le misure “minime” che una comunità responsabile possa e debba mettere in campo per sostenere la propria economia.
Massimo Fossati
Segretario Generale Cisl Rimini
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7 Novembre 2008 - STARE UNITI NELL' INTERESSE DEI LAVORATORI L’economia italiana, compresa quella della nostra regione, comincia ad essere colpita dalla recessione internazionale. Sono a rischio imprese ed occupazione.
Sui lavoratori e le loro famiglie alle difficoltà create dal carovita e dalla riduzione del potere di acquisto dei salari e delle pensioni potrebbero aggiungersi anche quelle, ancora più pesanti, della perdita del lavoro.
Le politiche finora adottate dal governo sono insufficienti e lasciano scoperti e senza difese di fronte a questa crisi i lavoratori ed i pensionati.
Il sindacato è chiamato ad un grande impegno unitario di lotta e di trattativa per cambiare questa situazione e dare risposte concrete sulla tutela del reddito e dell’occupazione.
Il grande sciopero nazionale per la difesa della scuola pubblica del 30 ottobre scorso che ha messo insieme insegnanti, studenti e genitori, è la dimostrazione di quanto sia necessaria l’unità d’azione sindacale.
Così è stato per la grande manifestazione regionale dei pensionati il 5 novembre a Bologna dove l’intreccio delle vertenze locali e nazionale dimostrano che solo la compattezza può dare risposte alla complessità della situazione.
Non sono su questa lunghezza d’onda i miniscioperi locali che la CGIL ha proclamato per conto suo nella nostra regione per il 14 novembre.
Per noi il 14 novembre rimane la giornata unitaria di sciopero generale nazionale dell’Università e della Ricerca, di una mobilitazione che dà quindi continuità alla lotta unitaria per cambiare quei provvedimenti del Governo sulla Scuola pubblica, per il futuro dei giovani nel nostro Paese.
Questi miniscioperi non hanno senso non solo per il loro isolamento locale visto che i problemi sono nazionali e riguardano le politiche del governo centrale.
Non hanno senso perché ci sono importanti trattative in corso a cui la Cgil partecipa, pur con le sue perplessità. Come è il caso della riforma della contrattazione.
Non è tempo di rompere l’unità d’azione sindacale
Non è tempo di dividere i lavoratori
Non è tempo di trattare a Roma e scioperare qui
LA CISL UNISCE E CONTRATTA, LA CISL FA ACCORDI
NELL’INTERESSE DEI LAVORATORI
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7 Ottobre 2008 - RIFORMARE LA CONTRATTAZIONE, ORA! Il negoziato con Confindustria per la riforma del modello contrattuale è entrato in una fase decisiva. La Cisl, che da sempre sostiene l’importanza e l’urgenza di questa riforma, è impegnata a proseguirlo per superare le resistenze di Confindustria e ottenere un risultato che rilanci la contrattazione ed il ruolo del sindacato nel rappresentare i lavoratori.
Se non ora, quando?
Dopo anni nei quali è diventato sempre più faticoso ed incerto il rinnovo dei contratti e il sindacato unitario si è posto la priorità di questa riforma, dopo numerosi negoziati già falliti, dopo 6 mesi di trattativa chiedere ulteriori rinvii è ingiustificato e indebolirebbe la contrattazione. La Cisl lavora perché insieme a CGIL e UIL si arrivi ad un accordo con le controparti utile e positivo. Chi sta seduto al tavolo dichiarando che il negoziato è esaurito o che va spostato e riavviato da capo non lavora per ottenere risultati concreti.
Ma cosa stiamo ottenendo della piattaforma unitaria presentata in primavera?
Il miglior modo per valutare lo stato del negoziato è quello di confrontare il risultato con la piattaforma che Cgil Cisl Uil hanno presentato e discusso con i lavoratori. Al momento sono già stati ottenuti molti punti che unitariamente ci eravamo prefissi e che vanno a migliorare le regole della contrattazione definite nel luglio del 1993:
• conferma dei 2 livelli contrattuali destinati da un lato alla difesa del potere d’acquisto delle retribuzioni e dall’altro alla ripartizione della produttività
• durata triennale dei contratti nazionali (superando il biennio economico) e loro progressivo accorpamento
• aumenti dei salari non più limitati dal tasso di inflazione programmato ma legati al superiore e più credibile tasso previsionale calcolato sull'indice europeo obiettivo che consenta alla fine del triennio di recuperare l’eventuale differenza tra l’aumento ottenuto e un’inflazione reale dimostratasi superiore
• aumenti salariali conteggiati fin dal primo mese di scadenza contrattuale superando i meccanismi delle “una tantum” e dell’indennità di vacanza contrattuale che finora hanno penalizzato i salari reali in caso di negoziati lunghi
• qualificazione e rafforzamento della bilateralità sulle materie della formazione, degli ammortizzatori sociali e del mercato del lavoro.
• avvio delle trattative prima della scadenza e procedure negoziate di raffreddamento
• rafforzamento della contrattazione decentrata ed aziendale
• detassazione degli aumenti salariali derivanti dalla contrattazione aziendale
• istituzione di un elemento retributivo nei contratti nazionali che eroghi salario a chi non ha fatto contratti aziendali negli ultimi 4 anni (il 70% dei lavoratori, oggi esclusi dalla ripartizione della produttività)
Ci sono ancora problemi da risolvere….
Il negoziato è ancora in corso e nei prossimi giorni dovrà concentrarsi nell’affrontare alcuni problemi importanti su cui permangono distanze:
• mantenimento di una base di calcolo per gli aumenti dei contratti nazionali non limitata ai soli minimi nazionali soprattutto dove già definita a livelli più alti
• possibilità di estensione e sperimentazione della contrattazione territoriale per le piccole aziende, evitando che questa sia limitata ai soli casi esistenti
• definizione di regole e sanzioni per l’applicazione del nuovo modello che non siano penalizzanti solo per il sindacato
• prevedere la piena agibilità della contrattazione aziendale, non limitandola alla sola contrattazione dei premi di risultato
I futuri tassi di inflazione per calcolare gli aumenti saranno depurati dagli effetti degli aumenti del costo dell’energia e del petrolio. C’è chi ritiene questa una sciagura.
Bisogna invece saper che questo è sempre stato fatto (anche l’indice con cui negli anni ’70 e ’80 si calcolava la scala mobile era depurato dall’aumento del prezzo del petrolio), mentre l’accordo del ’93 parlava di aumenti depurati dalle “ragioni di scambio” ovvero dalla andamento della concorrenza internazionale, fatto che più volte ha pesato sui rinnovi.
Ma con questa riforma si guadagna o si perde sul salario?
Non è facile tradurre immediatamente in euro le conseguenze di questo nuovo modello contrattuale rivisto. Chi come la Cgil ha già parlato di un taglio dei salari del 2% lo ha fatto su dati distorti, falsi ed in maniera demagogica.
I conti potranno essere fatti solo con i risultati in mano, ma è già chiaro che alcune soluzioni e novità porteranno forti benefici ai salari ed in particolare:
• la detassazione del salario aziendale aumenterà il salario netto in busta paga; infatti, una volta trovata l’intesa, il sindacato chiede che il governo stanzi 3 miliardi di euro a sostegno degli aumenti contrattuali collettivi e non (come oggi possibile) di quelli individuali
• la decorrenza degli aumenti dal primo mese di durata dei contratti porterà cifre più alte rispetto a quelle erogate dalle una tantum
• gli aumenti calcolati su un tasso di inflazione previsionale più alto di quello programmato permettono di difendere meglio il potere d’acquisto nel triennio
• l’estensione, tramite l’elemento retributivo di garanzia, degli aumenti salariali alla maggioranza di lavoratori che oggi non fanno contrattazione aziendale
Serve l’impegno di CGIL, CISL e UIL per gestire la fase finale
La Cisl è consapevole che una riforma delle regole della contrattazione, per funzionare, ha bisogno del consenso di tutti i sindacati e di tutte le controparti. È infatti necessario che i risultati del confronto con Confindustria, che abbiamo deciso di avviare sei mesi fa assieme alla Cgil per ottenere dei risultati, siano poi estesi anche alle altre associazioni del settore privato e ai contratti del pubblico impiego. Per questo è tanto importante l’impegno e la responsabilità di tutti.
Ma stare seduti al tavolo e non trattare, come la Cgil vuole fare, non aiuta questo obiettivo e rende difficili i miglioramenti ancora possibili. E se nei prossimi giorni il negoziato risolve i punti aperti un sindacato responsabile, che non fa politica e che vuole rafforzare la contrattazione, deve assumersi le responsabilità.
La Cisl non può e non vuole lasciare i prossimi rinnovi contrattuali in balia di regole che non funzionano e sotto il ricatto degli aumenti unilaterali che padroni e governo sempre più spesso mettono in campo.
La Cisl dice: riformiamo ora la contrattazione e lanciamo al governo la sfida unitaria che, con la mobilitazione, affronti i temi della scuola, del fisco, del pubblico impiego, della crisi economica, delle problematiche dei pensionati.
LA CISL SI MOBILITA, LA CISL CONTRATTA, LA CISL UNISCE
RIMINI, 6 OTTOBRE 2008 UST- CISL RIMINI
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1 Ottobre 2008 - SABATO 4 OTTOBRE A ROMA LA CISL MANIFESTA Sabato 4 ottobre al Palazzetto dello Sport, manifestazione della Cisl. In un volantino, dal titolo la Cisl Unisce, la Cisl contratta, la Cisl si mobilita, è spiegato il percorso che il sindacato intende portare avanti. (in formato PDF su questo sito, sezione documenti).:
L’Italia sta attraversando un momento difficile. Ma il Governo e la politica non danno le risposte ai bisogni reali dei cittadini. I redditi dei lavoratori e dei pensionati vanno difesi dall’aumento dei prezzi e delle tariffe. Le famiglie e le categorie più deboli vanno aiutate. La Cisl vuole unire il paese per superare le emergenze sociali senza divisioni politiche
o ideologiche. Il sindacato deve negoziare con tutti i governi e tutte le maggioranze politiche per far contare le esigenze dei lavoratori.
Occorre affrontare i problemi con il dialogo,proposte concrete e senso di responsabilità. Per questo la Cisl si è battuta per salvare Alitalia dal fallimento e i lavoratori dal licenziamento. Ora è il momento di ricostruire l’Italia!
No alle spallate
Si alla riforma della contrattazione
Chiusura immediata del negoziato per la riforma del modello contrattuale. Più efficacia del contratto nazionale rispetto al costo della vita.
Indicatore più elevato per il calcolo dell’ inflazione in contrasto con quello truffa del Governo.
Redistribuzione con aumenti salariali legati alla maggiore produttività.
Sviluppo della contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale.
No ai veti ideologici
Si al patto sociale per la crescita
Un patto per la crescita che mobiliti tutte le forze sane del paese, istituzionali, economiche e sociali.
Detassazione degli aumenti di salario legati alla contrattazione aziendale e territoriale, per tutti i lavoratori.
Incremento delle detrazioni fiscali per lavoratori, pensionati e famiglie.
Rivalutazione delle pensioni e paniere specifico per i pensionati.
Risorse per la tutela della non autosufficienza.
Migliore utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Sblocco delle infrastrutture e reti energetiche.
Investimenti in innovazione e ricerca.
No ai tagli nella Pubblica Amministrazione e nella scuola pubblica
Si alla riforma della Pubblica Amministrazione e dei servizi
Guidare il processo di cambiamento dando maggiore spazio alla contrattazione e alla riqualificazione del personale.
Maggiore spazio alla contrattazione e alla riqualificazione del personale.
Più risorse per il rinnovo dei contratti pubblici.
Rilancio del sistema scolastico pubblico.
Più efficienza, produttività, merito.
Confronto con Governo e Regioni sulla spesa sanitaria.
Abolizione del ticket di 10 euro sulla diagnostica.
No all’aumento delle tasse locali
Si al federalismo solidale
Apertura di un confronto fra Governo e parti sociali per la riforma federalista.
Autonomia fiscale e finanziaria degli enti locali.
Solidarietà tra le Regioni e sostenibilità sociale degli interventi.
Riforma dei livelli di imposizione fiscale.
Lotta all’evasione fiscale, anagrafe tributaria con verifica per i lavoratori autonomi su reddito effettivo, spese certificate e dichiarazione.
Il documento formato PDF nella sezione documenti di questo sito.
PER QUANTI VOLESSERO PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE POSSONO PRENOTARSI AL CENTRALINO CISL N° 0541799800.
PARTENZA DALLA SEDE ORE 5,00 RITORNO PREVISTO ATTORNO ALLE 20,00.
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16 Settembre 2008 - MODELLO CONTRATTUALE: IL 18 PROSEGUE LA TRATTATIVA CON CONFINDUSTRIA Sulla riforma del modello contrattuale, Confindustria e sindacati torneranno ad incontrarsi giovedì prossimo (18/9), come stabilito nell'incontro svoltosi oggi tra Cgil Cisl Uil e Confindustria, nel corso del quale è stata illustrata ai sindacati una nuova proposta di modello contrattuale e di relazioni industriali.
"Il documento presentato dagli imprenditori per la riforma del modello contrattuale è interessante e mostra qualche avanzamento", ha detto il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni, uscendo dalla sede di Confindustria. "Tuttavia - ha precisato - rimangono delle questioni ancora aperte da rivedere, a partire dal nodo essenziale dell'inflazione. La questione legata all'indice dei prezzi riguarda la depurazione che Confindustria vorrebbe estesa a diverse voci di inflazione importata. Stanno ancora ad un indice depurato da energia e altre componenti. ma per noi l'energia basta e avanza", aggiungendo comunque che gli imprenditori si sono mostrati "meno rigidi su questo aspetto".
I segretari generali delle tre confederazioni hanno comunque fatto sapere, al termine della riunione, che valuteranno il documento delle imprese ed esprimeranno un giudizio completo nella prossima riunione. |
29 Agosto 2008 - ABUSIVISMO: NO A INUTILI MANIFESTAZIONI DI PROTESTA SI ALLA RIFLESSIONE!! La Cisl di Rimini esprime piena condivisione sulle motivazioni che hanno portato la Comunità Senegalese a non aderire alla manifestazione proposta da rifondazione Comunista per il giorno 6 settembre.
I gravi episodi che si sono verificati in queste settimane, e su cui la magistratura dovrà fare chiarezza, oltre a farci riflettere su quanto accaduto devono essere lo stimolo per la costruzione di nuove proposte e percorsi per la riduzione di tale fenomeno e perché la lotta all’abusivismo commerciale avvenga evitando scene violente tra i soggiornanti in spiaggia.
Il rispetto della legalità e delle comuni regole di civile convivenza non può venire meno per un malinteso senso di solidarietà verso forme di sfruttamento che vedono come prime vittime gli stessi lavoratori immigrati nella nostra riviera.
La stessa idea di “Boicottaggio turistico” proposta da un noto sindacalista è frutto di una vecchia cultura pan-sindacalista che ha prodotto solo guasti nel nostro paese.
La Cisl quindi non può che confermare il suo impegno contro l’Abusivismo Commerciale in quanto elemento negativo e di sfruttamento dei lavoratori ed elemento inquinante e malavitoso della nostra economia turistica.
Esprimiamo inoltre piena solidarietà agli agenti della polizia comunale impegnati nel duro lavoro di contrasto all’abusivismo commerciale, compito loro affidato dalla amministrazione comunale.
Infine fermo restando che se vi sono stati atti e comportamenti illegali questi vanno perseguiti sul piano personale dalla magistratura senza criminalizzare il corpo di polizia municipale o gli immigrati, la Cisl rivolge un invito al Sindaco affinché sia fatta chiarezza nella propria giunta evitando di esporre i lavoratori impegnati su questo fronte alle diverse tifoserie.
Massimo Fossati Segretario Generale Cisl
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21 Luglio 2008 - TERZIARIO, SÌ AL RINNOVO Conquiste del lavoro, 20-7-2008
Intesa raggiunta per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi. L’ipotesi è stata sottoscritta da Confcommercio, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil accompagnata, però, dall’inatteso abbandono del tavolo da parte della Filcams Cgil.
Dopo quasi 19 mesi di difficile confronto si è giunti alla chiusura di un contratto che interessa quasi due milioni di lavoratori. L’intesa ha durata quadriennale e scadrà il 31 dicembre 2010, prevede aumenti salariali di150 euro medi al quarto livello, con la prima tranche di 55 euro anticipata al 1 febbraio 2008, e con un recupero integrale della perdita del potere d’acquisto in linea con l’inflazione reale del 2007-2008.
Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni difende l’intesa raggiunta definendola ”un accordo innovativo su molti fronti, che soprattutto va incontro alle esigenze dei giovani”, e invita la Cgil a firmare l’accordo. ”Sarebbe davvero inconcepibile e dannoso per i lavoratori un ulteriore ritardo – continua Bonanni -. Dopo19 mesi di attesa e tanti scioperi ci pare che si sia raggiunto un punto di equilibrio importante con un buon recupero salariale che tiene conto delle richieste della categoria”. Inoltre per il segretario generale della Cisl ”è significativo aver spostato l’asse della contrattazione sul secondo livello di contrattazione aziendale e aver dato ampio risalto alla prospettiva degli organismi bilaterali. Questo fatto - ha concluso Bonanni - deve rappresentare una spinta e un viatico positivo per la trattativa che faremo nei prossimi giorni anche con la Confcommercio per cambiare le regole dell’attuale sistema contrattuale”.
”Finalmente con questo rinnovo abbiamo ridato dignità a questi lavoratori in attesa da troppo tempo - commenta Pierangelo Raineri, segretario generale Fisascat -. Questa intesa, quindi, consente anche al settore del terziario di proiettarsi nello scenario più ampio della riforma contrattuale. Confcommercio ha poi dovuto accettare, alla fine del negoziato, anche un percorso economico che, con gli aumenti contrattuali stabiliti, nell’arco di validità del contratto, porterà ai lavoratori un incremento del salario medio superiore a 4 mila euro pro capite”. Il segretario generale Fisascat evidenzia, inoltre, il valore innovativo di questo contratto rispetto al rapporto di lavoro dei suoi occupati e l’aver affrontato varie questioni nodali sia normative sia della tutela dei diritti. Per quanto riguarda poi il tanto discusso tema del lavoro domenicale, uno dei punti più critici di questa partita negoziale, si prevede una maggiorazione del salario domenicale del 30% proprio per rispondere a tutte quelle migliaia di persone, soprattutto giovani, che da anni sono assunte con un contratto che prevede il lavoro domenicale senza però ricevere un adeguato compenso.
”Questo è stato un rinnovo contrattuale molto duro - sottolinea Pietro Giordano, segretario nazionale Fisascat che ha seguito la lunga trattativa - perché, sin dall’inizio, la Confcommercio e, in particolare la Federdistribuzione, hanno tentato di smantellare le conquiste del contratto precedente (del 2004 ndr). Abbiamo respinto questo attacco mantenendo tutte le conquiste sul mercato del lavoro e ci siamo posti come obiettivo quello di dare tutele e salario alle decine di migliaia di giovani che, pur lavorando tutte le domeniche dell’anno, non ricevevano alcuna maggiorazione per il lavoro domenicale svolto. Oggi la firma del contratto, seppur dolorosa perché non unitaria, consente anche a questi lavoratori, fino a ieri di serie b, diveder riconosciuti i loro diritti. Anche sul piano salariale abbiamo raggiunto un buon risultato. Infine per gli appalti di servizi (pulizia e vigilanza) abbiamo inserito l’obbligo del Durc”.
Silvia Boschetti
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12 Maggio 2008 - MANIFESTO CISL PER IL MERCATO DEL LAVORO Dieci punti per il rilancio
La Cisl ha elaborato un manifesto (che potrai scaricare nella sezione documenti) in dieci punti per il mercato del lavoro in cui individua i nodi centrali su cui impostare il lavoro sindacale ed il confronto con le istituzioni e tutti i partiti. In esso si affrontano quelle che sono considerate le «vere precarietà» del mercato del lavoro italiano, gli interventi da mettere in campo per la semplificazione delle tipologie contrattuali, per la lotta al lavoro sommerso e irregolare, l'aumento dell'occupazione di giovani, donne e over 55.
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22 Novembre 2007 - Indette altre 3 giornate di sciopero per il rinnovo del CCNL. Raineri (Fisascat Cisl): "Stop alla precarietà e nuove prospettive occupazionali per i giovani" Le organizzazioni sindacali Filcams Fisascat Uiltucs, facendo seguito all'indisponibilità manifestata da Confcommercio per la ripresa delle trattative per il rinnovo del contratto del terziario, hanno proclamato ulteriori due giornate di sciopero generale per il 21 dicembre (per chi lavora cinque giorni) e sabato 22 dicembre (per chi lavora sei giorni) e l'altra a livello territoriale le cui modalità potranno essere anche articolate.
"Il sindacato deve poter garantire un rinnovo dignitoso del contratto del terziario sia sotto il profilo economico che normativo ai quasi due milioni di lavoratori e lavoratrici del settore" ha dichiarato Pierangelo Raineri segretario generale della Fisascat Cisl.
"La nuova realtà del terziario impone certamente riflessioni sulla flessibilità senza però rendere precario il lavoro e assicurando i diritti per i lavoratori e le lavoratrici del settore e nuove prospettive occupazionali per i giovani. Le richieste avanzate in sede di trattativa per il rinnovo contrattuale - conclude Raineri - sono mirate a garantire un rapporto di lavoro che sia vivibile e non selvaggio, un lavoro produttivo ma non sfruttato dalle aziende"
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22 Novembre 2007 - Raineri (Fisascat Cisl): "Sviluppare la contrattazione a livello europeo con le multinazionali del commercio e del turismo "Sviluppare la contrattazione anche a livello europeo per creare un livello di confronto omogeneo con le multinazionali del commercio e del turismo" questa è la strada indicata da Pierangelo Raineri, segretario generale della Fisascat Cisl e vicepresidente di Uni Europa Commerce, il sindacato del terziario a livello internazionale. Nell'intervento svolto oggi al congresso europeo del sindacato Raineri ha evidenziato anche la necessita che dal semplice dialogo sociale si passi ad un confronto negoziale vero e proprio per creare diritti uguali in settori omogenei ed in aziende omogenee.
"Occorre superare i confini nazionali per proiettare l'azione sindacale in una dimensione globale, considerato soprattutto che le grandi aziende commerciali hanno per proprio conto strategie globali che spesso non vengono discusse con il sindacato" ha aggiunto Raineri.
"Il sindacato deve sviluppare confronti più ampi anche sulle politiche delle società di private equity che stanno aggredendo tutti i settori a partire da quello del commercio e rischiano di creare grandi problemi economici al settore e all' occupazione - conclude Raineri - anche l' introduzione di nuove tecnologie dovrà essere uno dei punti di confronto a livello transnazionale perchè dalle nuove tecnologie come il self scanning dei prodotti negli acquisti possono giungere nuovi problemi per l'occupazione nel commercio".
Raineri ha infine auspicato che il sindacato a livello europeo crei un fronte comune contro il lavoro domenicale che le aziende stanno introducendo in modo generalizzato, creando tanti problemi ai lavoratori e alle lavoratrici del commercio ed alle loro famiglie in tutti i paesi europei.
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14 Novembre 2007 - SABATO 17 NOVEMBRE o VENERDI’ 16 NOVEMBRE SCIOPERO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE COMMERCIO SABATO 17 NOVEMBRE o VENERDI’ 16 NOVEMBRE (per le imprese che non lavorano al sabato) delle lavoratrici e dei lavoratori del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi
PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E CONTRO L’ARROGANZA DI CONFCOMMERCIO
LO SCIOPERO PER L’INTERO TURNO SI INTENDE ANCHE NEL CASO DI ORARI SPEZZATI O DI TURNI SERALI/NOTTURNI A CAVALLO DI 2 GIORNATE
Il contratto nazionale è scaduto il 31 dicembre 2006 e dopo vari incontri il 25 settembre Confcommercio HA ROTTO LE TRATTATIVE con un metodo che ha dell’incredibile:
anziché venire all’incontro per discutere le nostra piattaforma contrattuale, ci ha presentato un comunicato stampa nel quale diceva NO all’Accordo del 23 luglio 2007 e NO alle nostre richieste presentate in piattaforma.
Il protocollo del 23 luglio 2007 non l’ha sottoscritto perché non condivide i miglioramenti apportati sulle pensioni, sul mercato del lavoro, sulle coperture previdenziali per i lavoratori precari e a tempo determinato, sulla cassa integrazione e sulle indennità di disoccupazione.
Respinge la nostra piattaforma perché la considera troppo costosa.
Le richieste che abbiamo presentato (dal salario per il recupero del potere d’acquisto, alla riduzione della precarietà, al miglioramento delle condizioni di lavoro) sono equilibrate, ma la Confcommercio punta a maggiori profitti per le aziende, mettendo in discussione i diritti conquistati in anni con dure lotte.
E’ evidente che con questo rinnovo vogliono la rivincita rispetto al contratto di tre anni fa e alle conquiste fatte allora sul part-time, apprendistato, contratti a termine, ecc.
Quelle conquiste, è bene ricordarlo, fecero gridare “al tradimento” il Ministro del Lavoro di allora, nei confronti di Confcommercio.
Se passasse la linea del ”ritorno indietro”, sarebbe la sconfitta del sindacato ed il peggioramento delle condizioni di lavoro in tutte le aziende del Commercio.
Questo è l’obiettivo che la “nuova” Confcommercio vuole raggiungere!!!!!!
NO alle aziende che hanno disdettato i contratti integrativi aziendali con l’obiettivo di cancellare diritti acquisiti conquistati in tanti anni di lotte;
NO alle altre imprese che rifiutano qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali su organizzazione del lavoro, turni, orari di lavoro perché vogliono un rapporto individuale con il singolo lavoratore, debole perché teme di perdere il posto di lavoro.
NO all’arroganza
SI alla contrattazione per la difesa ed il miglioramento del salario, dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori del Terziario.
Per far si che questo non avvenga Filcams, Fisascat, Uiltucs, chiamano tutte le lavoratrici e i lavoratori alla lotta con lo SCIOPERO NELLA GIORNATA DI SABATO 17 NOVEMBRE (ipermercati, supermercati, negozi, ecc.) O VENERDI 16 NOVEMBRE (terziario avanzato, aziende commerciali, ecc.).
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24 Ottobre 2007 - RINNOVARE I CONTRATTI E' URGENTE!!! 80 lavoratori dipendenti su 100, sia del settore pubblico che del privato, tirano avanti coi loro contratti collettivi scaduti e non rinnovati, mediamente da 15 mesi. Una situazione che le categorie sindacali più penalizzate non intendono più tollerare.
Di qui un’iniziativa trasversale alquanto inconsueta rispetto alla normale prassi delle relazioni industriali, assunta congiuntamente da tre federazioni della Cisl: meccanici (Fim), lavoratori del terziario (Fisascat) e del pubblico impiego (Fps) che azionano assieme il campanello d’allarme non solo verso le controparti esterne ma anche all’interno delle confederazioni.
In una nota rivolta a tutte le strutture della Cisl, Giorgio Caprioli, Pierangelo Raineri e Rino Tarelli aprono il loro "cahier de doleance" e denunciano il blocco generalizzato dei rinnovi contrattuali come un’azione mirata allo smantellamento dell’accordo del luglio ’93 e di attacco all’intero sistema contrattuale sia pubblico che privato.
Le tre categorie ne deducono una volontà di azzerare il modello negoziale non solo al fine di bloccare l’intero quadriennio contrattuale per la parte economica, ma soprattutto per colpire le conquiste e tutele sociali acquisite dai lavoratori e dei pensionati negli anni passati.
La delegittimazione del ruolo e dell’importanza dei Ccnl, punta, secondo i sindacati a far passare nell’opinione pubblica l’ idea che gli attuali assetti contrattuali siano retaggio di un’altra epoca. In questo senso, la decisone della controparte pubblica di negare le risorse nella Legge Finanziaria per il settore pubblico – sostengono ancora insieme Fim, Fisascat ed Fps - determinerà come effetto di trascinamento il blocco di tutti i rinnovi contrattuali del settore privato già di fatto preannunciato sia da parte della Confindustria che delle altre controparti datoriali private. Ciò peraltro in presenza di retribuzioni che si collocano ai livelli più bassi tra quelle dei paesi dell’Unione europea.
Il mancato rinnovo dei Ccnl alla loro naturale scadenza – continuano Caprioli, Raineri e Tarelli - determina una pesante perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni per tutti i lavoratori e per le loro famiglie (spesso monoreddito) in presenza di un caro prezzi e di un caro tariffe che colpiscono soprattutto i redditi medio bassi, poiché il rincaro dei prezzi dei generi di prima necessità e dei prodotti alimentari è mediamente il doppio rispetto all’inflazione ufficiale.
Forte è poi la denuncia delle tre categorie sul versante fiscale. Non è più tollerabile – esse affermano - che le aliquote fiscali sui redditi di lavoro (mediamente dal 23% al 31%) pesino in misura più che doppia rispetto all’aliquota fiscale del 12,5% applicata sulle rendite finanziarie e sui guadagni di borsa, con l’ulteriore aggravante che l’eliminazione della restituzione del “fiscal drag” determina ogni anno una crescente tassazione sui salari nominali dei lavoratori a seguito della sola inflazione, e di fatto comporta una ulteriore riduzione dei salari reali e del loro potere d’acquisto.
Le tre categorie ricordano poi che per quanto riguarda il prelievo fiscale Irpef, i redditi da lavoro dipendente e da pensione contribuiscono per circa l ’80% al relativo gettito contro il solo 20% proveniente dai redditi di lavoro autonomo e da impresa, il tutto peraltro a fronte di un’endemica evasione fiscale che è stata stimata dalla stesso governo in non meno di 100 miliardi di euro all’anno.
Sarà pertanto durissima - concludono Caprioli, Raineri e Tarelli - la nostra reazione contro il mancato rinnovo dei contratti, e sarà ferma la determinazione ad affrontare l’ingiusto ed insopportabile prelievo fiscale sui nostri salari attraverso iniziative di crescente intensità che saranno concordate con la Confederazione.
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