CISL Rimini
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Sabato 4 Febbraio 2012
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Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori
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FIBA (Federazione Italiana Bancari Assicurativi) è un associazione di categoria che rappresenta e tutela i lavoratori delle aziende bancarie, assicurative, esattoriali e finanziarie del territorio provinciale di Rimini, che pone alla base del suo impegno la solidarietà, il pluralismo e la partecipazione dei suoi iscritti.
Accordi con strutture esterne al sindacato per l'accesso ai servizi a condizioni agevolate.


Principali attività svolte:
L’organizzazione offre servizi di consulenza relativi alla normativa contrattuale e aziendale, al controllo buste paga, tutela vertenziale individuale.
Partecipa alle trattative del settore per la contrattazione aziendale e nazionale a favore della categorie impiegatizia, dei funzionari e dei dirigenti. La categoria tutela anche i promotori finanziari. 

fiba.rimini@cisl.it

FIBA - Federazione Italiana Bancari Assicurativi >>> NOTIZIE
21 Ottobre 2011 - I BANCA RI DELLA CISL LANCIANO L’ALLARME SU RISCHIO INFILTRAZIONI MAFIOSE
Operazioni bancarie sospette: in un anno le segnalazioni sono cresciute del 121%

“L’Emilia-Romagna è risultata la quinta regione per numero di segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale, con un aumento nel 2010 del 121% rispetto all’anno precedente. Dato ancora più preoccupante se si considera che Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rimini sono tra le prime 15 province italiane per numero assoluto di segnalazioni sospette e che la stessa provincia di Rimini balza al sesto posto in Italia se la si valuta in rapporto agli sportelli bancari presenti sul territorio. Cifre che dimostrano come nella nostra regione sia ancora altissimo il rischio di infiltrazioni mafiose nella parte integra dell’economia regionale”.

E’questo l’allarme lanciato alle istituzioni e alla collettività da Marco Amadori, segretario generale dei bancari (Fiba) Cisl Emilia-Romagna, durante il seminario “Legalità, sviluppo e credito”. Appuntamento che si è svolto questa mattina a Bologna e che, tra gli altri, ha visto la partecipazione di Fabio Di Vizio, sostituto procuratore di Forlì, noto alle cronache per le indagini sul riciclaggio di denaro sporco con la Repubblica di San Marino, e di Francesco Trimarchi, nuovo direttore della Banca d’Italia di Bologna.

“Occorre superare la convinzione secondo cui la criminalità organizzata sia un problema solo del Sud della nostra penisola – ha continuato Amadori – poiché è ormai evidente che le mafie vanno a riciclare i loro proventi illeciti proprio dove l’economia è più sviluppata”. “Così come è evidente – ha proseguito il dirigente cislino - che il canale bancario resta quello privilegiato per il riciclaggio. Fattore non trascurabile se si valuta che l’Emilia-Romagna rimane la seconda regione italiana per numero di sportelli bancari in rapporto alla popolazione residente, un’agenzia ogni 1.250 abitanti, con ben quattro province nelle prime 10 posizioni (Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna) e tutte le altre nelle prime 50”.

Per questo motivo, oltre alla fondamentale attenzione delle aziende di credito e degli operatori di banca, i bancari della Cisl regionale chiedono la collaborazione dei clienti. Una collaborazione che consiste nel fornire con solerzia agli operatori di sportello delle banche quelle informazioni che la legge impone di raccogliere ogniqualvolta ci siano movimenti anomali di denaro.
“D’altro canto – ha sottolineato il segretario generale regionale Fiba – non è un caso se l’Emilia-Romagna è la terza regione italiana per numero di bonifici verso paesi che hanno una fiscalità privilegiata e se, di tutte le comunicazioni inviate alle autorità competenti, ben il 20% ha un seguito di tipo processuale o investigativo”.

Da qui la necessita di perseguire con determinazione la cultura della legalità e il rispetto delle regole. Argomenti che sono stati alla base anche dell’intervento del sostituto procuratore di Forlì, Fabio Di Vizio, che ha citato come esempio l’opera e l’impegno civile dell’avvocato Umberto Ambrosoli, il commissario liquidatore della Banca Privata Italiana assassinato nel 1979. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore della filiale di Bologna della Banca d’Italia, Francesco Trimarchi, che ha sottolineato come “la legalità sia uno degli elementi fondamentali per la crescita”.

“Certo – ha concluso Amadori – nella nostra regione alcuni passi in avanti sono stati fatti, e qui il riferimento alla recente legge regionale che finanzia progetti di cultura della legalità nel territorio e all’osservatorio antimafia costituito a Rimini tra Provincia e Comuni è palese, ma molto resta da fare”. Ed è proprio partendo da questo assunto che l’appello di Amadori si allarga al Governo riproponendo quello che negli ultimi tempi è la ricorrente richiesta dei bancari della Cisl, vale a dire “la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti a partire dai 500 euro”, “poiché solo contrastando con decisione l’evasione fiscale si potrà combattere con efficacia il riciclaggio”.

Bologna, 21 ottobre 2011


Ufficio Stampa CISL EMILIA ROMAGNA – Vito di Stasi
tel.051256822 – cell. 329 7339736
e-mail:ustampa.er@cisl.it

14 Luglio 2011 - BANCA CARIM: DICHIARAZIONE CISL
Massimo Fossati, segretario generale Cisl Rimini:
«È il momento giusto perché la Fondazione Carim
proponga un “patto di responsabilità per l’economia”
a tutta la comunità riminese»


«Le vicende che coinvolgono la Carim ci interessano come Cisl per il futuro dei lavoratori della banca e per il futuro delle famiglie e delle imprese riminesi che si servono di questa importante realtà locale del credito – afferma Massimo Fossati, segretario generale Ust-Cisl di Rimini –. Riteniamo positivo, quindi, che la Fondazione abbia indicato all’advisor il percorso di mantenimento dell’autonomia di Carim, per quanto l’obiettivo della capitalizzazione sia ambizioso.

Per questo pensiamo che sia il momento giusto perché la Fondazione proponga a tutta la comunità riminese un “patto di responsabilità per l’economia”, che concretizzi le disponibilità espresse dalle forze economiche locali a entrare nell’azionariato di Carim e lanci un piano di azionariato diffuso che comprenda anche modalità di partecipazione allargata alla governance anche con modalità innovative.

Non vi dunque ne da parte della Confederazione, ne della Segreteria Fiba/Cisl di Rimini (Federazione Italiana Bancari e Assicurativi) alcun pregiudizio ad individuare anche tra i dipendenti della banca forme di partecipazione, fermo restando il principio della volontarietà.

Questa può essere l’occasione in cui realizzare quella democrazia economica di cui tanto si parla, ma che tanto si fatica a realizzare.

Gli importi di ricapitalizzazione di cui si parla sono consistenti e potrebbe essere necessario individuare degli investitori per la sottoscrizione del capitale non collocato, come sta avvenendo in questi giorni in una cassa del Ferrarese. In questo caso la Fondazione dovrebbe assumersi la responsabilità di garantire il mantenimento della proprietà.

Nel 2010 Rimini è stata l’unica provincia della regione con un aumento degli sportelli bancari (+ 15), ma allo stesso tempo i depositi per abitante sono diminuiti (- 2,9%) e gli impieghi sono risultati stazionari (0,7%). Rimini è la seconda provincia in Italia per densità di agenzie bancarie, una ogni 1.054 abitanti, e le famiglie e le imprese hanno bisogno sia delle banche nazionali, sia delle loro banche locali (tre Banche di Credito Cooperativo, una Popolare e una Cassa di Risparmio). Come ha ricordato anche recentemente il Governatore della Banca d’Italia, in questi anni di crisi sono state le banche locali a sostenere famiglie e imprese».


Ufficio stampa: manuela angelini, cell. 348 2201384, manuela.angelini@tin.it

17 Febbraio 2011 - COMUNICATO STAMPA SU ACCORDO BANCA CARIM SPA

Il giorno 15/2/2011 è stato sottoscritto l’accordo relativo al processo di riorganizzazione e dimensionamento degli organici di Banca Carim.
La serrata trattativa con l’azienda ha prodotto un’ipotesi di accordo che è stata portata nelle assemblee dei lavoratori ed approvata dalla quasi totalità dei dipendenti dopo ampio dibattito.
Si è raggiunta l’intesa per la fuoriuscita di circa 50 colleghi senza dover ricorrere al Fondo esuberi di settore. I colleghi interessati sono coloro che avevano già maturato il diritto alla pensione nel 2010 o che lo matureranno nel 2011, è stata inoltre data la possibilità di chiedere il pre-pensionamento, su base volontaria, a coloro che matureranno il diritto entro i prossimi 60 mesi con un incentivo economico.
L’aspetto più importante e qualificante dell’accordo è la trasformazione del contratto a tempo indeterminato di circa 60 lavoratori attualmente con contratto di apprendistato.
L’azienda attiverà inoltre una nuova selezione per l’assunzione di personale qualora le risoluzioni di rapporto di lavoro derivanti dall’esodo superi le 57 unità.
Importante riflesso di questo accordo è anche la positiva ricaduta sulle domande di part-time inevase, troveranno infatti un’adeguata collocazione le posizioni ancora in sospeso.
Riteniamo che, nonostante la situazione particolare che vede la nostra Banca tuttora commissariata, sia stato raggiunto un accordo soddisfacente ed equilibrato in quanto se da una parte incentiva l’esodo dei più anziani dando loro una gratifica, dall’altra crea stabilizzazione dell’occupazione e prospettive di lavoro.
L’obiettivo finale di questo percorso è il rilancio della Banca Carim, il mantenimento della sua autonomia e la conferma del suo ruolo di traino dell’economia locale.

Rimini 16 febbraio 2011 Il Segretario
Giuseppe Mangiacasale

3 Dicembre 2010 - Banca CARIM basta con le insinuazioni e continue prese di posizione
La nota stampa

Le Rappresentanze Sindacali Aziendali disapprovano le continue prese di posizione, che da più parti provengono, sul futuro della Banca Carim, poiché ritengono che fare dichiarazioni o lanciare proclami senza aver prima costruito solide basi per la loro realizzazione è un esercizio sterile e demagogico, che fa venir meno l'attenzione dai reali obiettivi che ci si deve dare in questo momento.

Per le R.S.A. l'obiettivo principale è quello di tutelate tutti coloro che intorno alla Carim hanno un interesse, in primis i dipendenti, di conseguenza i risparmiatori, le aziende e l’economia del territorio di riferimento.

Per raggiungere quest'obiettivo è necessario rimuovere le irregolarità che hanno determinato il commissariamento ponendo rimedio al deficit di pianificazione e alle carenze del sistema informativo e promuovendo soluzioni utili nell'interesse dei depositanti e quindi di tutti gli stakeholders.

Lo stillicidio di notizie, se così si possono chiamare, cui si assiste dal momento del commissariamento, non affronta mai i problemi veri, ma si concentra unicamente su quelli che saranno o dovrebbero essere gli assetti proprietari della Banca.
La priorità di tutti questi interventi è il mantenimento dell'autonomia e il localismo lanciando una sorta di crociata contro colonizzatori e stranieri che per ora non si vedono nemmeno all'orizzonte, una specie di Deserto dei Tartari. Secondo gli autori di queste affermazioni, l'assetto proprietario dovrebbe funzionare come una bacchetta magica che per incanto risolverà tutti i problemi.
Ci si augura che l'interesse per gli assetti proprietari e non per la soluzione dei problemi non nasconda unicamente il tentativo di mantenere posizioni di potere.

Le OO.SS. appoggeranno, e lo dovrebbero fare tutti coloro che sono realmente interessati alle sorti dell'azienda, tutte quelle iniziative che attraverso una seria ricognizione e revisione organizzativa ed una pianificazione strategica ed operativa, ponga le basi per un futuro affidabile della Banca Carim.

25 Novembre 2010 - 60 ANNI DI STORIA DELLA CISL, LUNEDI 29 PRESENTAZIONE VOLUME
Lunedì 29 novembre, ore 9.30 a Rimini presentazione del volume “60 anni di CISL a Rimini: tracce di un sindacato nuovo”
curato da Oreste Delucca, Carlo Pantaleo, Gino Taraborelli

Lunedì 29 novembre alle ore 9.30 presso il Centro Congressi Sgr in Via Chiabrera 34/B, la CISL riminese presenta il volume “60 anni di Cisl a Rimini: tracce di un sindacato nuovo”, curato da Oreste Delucca, Carlo Pantaleo, Gino Taraborelli.
Introduce l’incontro il segretario generale Ust-Cisl di Rimini Massimo Fossati, a cui seguono i saluti di monsignor Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, del sindaco Alberto Ravaioli e di Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini.
La presentazione del volume prosegue con gli interventi di Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all'Università di Bologna e di Oreste Delucca, co-autore del libro. Modera Giorgio Tonelli, giornalista Rai e conclude Giorgio Santini, segretario confederale Cisl. Ingresso libero.


SCHEDA DEL LIBRO

La Cisl riminese celebra i suoi 60 anni di vita e di attività, dal 1950 al 2010, promuovendo il volume “60 anni di Cisl a Rimini: tracce di un sindacato nuovo”, curato da Oreste Delucca, Carlo Pantaleo, Gino Taraborelli. Nel volume, di 176 pagine con una ricca documentazione fotografica, si ricostruisce la storia del sindacato in Italia e, parallelamente, a Rimini.

«La cronologia che qui viene presentata, senza voler essere esaustiva del lavoro svolto, ben illustra quanto la Cisl ha costruito nel nostro territorio – scrive nella presentazione Massimo Fossati, segretario provinciale Cisl di Rimini –. È una storia dentro la storia di una comunità, di una parte importante della nostra società. Una storia fatta di uomini e donne diventata piano piano un’intelligenza collettiva grazie al loro esempio, alla passione e alla fermezza nei valori fondativi della nostra associazione sindacale: autonomia, pluralismo, solidarietà, democrazia».

Sfogliando il volume si scopre che la Cisl riminese è nata il primo maggio 1950, il giorno stesso in cui a Roma veniva fondata la Confederazione nazionale.
«Dopo alcuni anni di sindacato unico, voluto dai partiti che allora governavano unitariamente il paese, la frattura creatasi nel 1948 e l’acuirsi delle tensioni fra le componenti cattolica, comunista e socialista, avevano portato a una crisi dei rapporti sindacali e al formarsi delle tre Confederazioni tuttora presenti – spiega Oreste Delucca –. Quantunque costituita in prevalenza da cattolici, la Cisl si è caratterizzata fin dall’origine come un sindacato libero, autonomo e laico».

A Rimini, continua Delucca, «i primi anni della Cisl non sono stati facili, dovendo fronteggiare una pesante situazione economico-sociale, la frequente avversione della Cgil locale, una cronica carenza di risorse dovute alla dipendenza dalla struttura provinciale di Forlì». Ma l’impegno e la volontà dei militanti hanno prevalso e nel 1979 la Cisl riminese ha raggiunto la completa autonomia da Forlì, diventando – come è tuttora – punto di riferimento importante per tanti lavoratori e pensionati, nella tutela dei loro diritti e al servizio delle loro esigenze, spesso in proficua collaborazione con la Cgil e la Uil.

Il volume “60 anni di Cisl a Rimini: tracce di un sindacato nuovo” ripercorre anche le vicende di questi ultimi anni, con la crisi economica che segna pesantemente il territorio. L’ultima iniziativa raccontata si è svolta pochi giorni prima di andare in stampa ed è «Un evento che riempie la Cisl riminese di orgoglio e di speranza», come si legge nel volume.
Sabato 2 e domenica 3 ottobre 2010, a Rimini, l’Anolf - Giovani di seconda generazione promuove una tavola rotonda sul tema dell’immigrazione insieme ai politici locali e organizza «una festa, davvero colorata, che ha visto famiglie, giovani e bambini di tutte le etnie, giunti o nati a Rimini, assieme alle famiglie locali, in un clima di vera fratellanza».

Nel libro trovano posto anche la presentazione dei servizi della Cisl riminese: il Patronato, il Caf (Centro di assistenza fiscale) e il Saf (Servizi amministrativi fiscali). Spazio anche alle categorie: Ial (Istituto per l’addestramento professionale dei lavoratori), Adiconsum (Associazione a difesa dei consumatori), Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio), Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere), l’agenzia viaggi Remin Etsi Travel, i pensionati della Cisl (Fnp) e il Coordinamento Donne Cisl.

Il libro si può richiedere alla Cisl di Rimini, tel. 0541 799800.



Ufficio stampa: manuela angelini, manuela.angelini@tin.it, cell. 348.2201384

27 Ottobre 2010 - Al Teatro Tiberio di Rimini il convegno organizzato dalla CISL e dalla FIBA
LE BANCHE NEL TERRITORIO TRA CREDITO, CRISI, ETICA

Il convegno si è aperto con l’introduzione del Segretario Generale della CISL di Rimini Massimo Fossati che ha fornito ai presenti una dettagliata lettura del sistema economico locale: “Siamo la provincia che ha il maggior numero di sportelli bancari in rapporto agli abitanti, segno certo della capacità di impresa ma anche di un sistema che nel passato ha retto in modo forte anche per la pesante elusione che c’è nel nostro territorio. Se si considera la ricchezza prodotta per residente siamo come provincia al tredicesimo posto in Italia con oltre 31.000€. Se consideriamo anche il patrimonio (beni immobili e mobili) siamo addirittura sesti con 462.000€ a famiglia, mentre come reddito dichiarato al fisco (17.000€) siamo al 95° posto. C’è qualcosa che non va nel nostro territorio, nel quale si vive bene, ma che continua ad essere tra gli ultimi sia per reddito dichiarato sia per altri indicatori quale il tasso di occupazione, la mancanza di lavoro qualificato per i nostri giovani”. Fossati ha poi concluso: “Serve un nuovo progetto, una sfida che noi siamo disponibili a raccogliere se si tratta di dare lavoro e quindi un futuro più certo alle persone.”
Nel corso del dibattito sono state poi proiettate alcune interviste filmate a imprenditori locali ed a dirigenti di istituti di credito del territorio che hanno fornito la loro opinione sul modo in cui le banche hanno operato nei confronti delle piccole e medie imprese e delle famiglie in questo periodo di crisi economica. Da un lato è emersa in maniera netta l’esigenza di ottenere credito e sostegno perché c’è il rischio concreto di veder chiudere imprese storiche che bene si son comportate in passato ma che oggi affrontano difficoltà mai sperimentate prima, dall’altro le banche locali fanno sapere di aver incrementato gli impieghi e di essere pronti a sostenere le imprese anche se il prezzo da pagare in termini di sofferenze sarà pesante.
Con il coordinamento della capo redattrice del mensile TRE Alessandra Leardini, il dibattito è poi entrato nel vivo con gli interventi di Daniele Quadrelli, Direttore BCC Emilia Romagna e di Mauro Gardenghi Direttore della Confartigianato di Rimini. Secondo Gardenghi le banche, soprattutto le BCC, devono andare in soccorso delle imprese rimaste senza liquidità altrimenti molte spariranno dal mercato. La risposta di Quadrelli è stata “Come possiamo lasciare a piedi imprenditori storici del territorio, grazie ai quali siamo diventati importanti ?”.
Il Segretario Generale della Fiba/Cisl nazionale Giuseppe Gallo ha poi fornito un’ulteriore chiave di lettura, approfondendo in maniera critica le cause della crisi che è nata dalla finanza per poi trasferirsi in maniera drammatica nell’economia reale. Nel corso del suo articolato intervento, Gallo ha affermato con grande efficacia che “la regolamentazione dei mercati deve essere il primo fondamentale passo se si vuole uscire da questa palude” ed ha auspicato politiche più eticamente corrette da parte delle banche che “devono tornare a fare banca”. Ha infine sottolineato la grande attenzione che il sindacato pone alla tutela dei lavoratori del settore ed anticipato che la piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale avrà come argomento centrale la creazione di occupazione stabile.


25 Ottobre 2010 - Le banche nel territorio fra credito, crisi, etica tavola rotonda Cisl e FIba
Domani, martedì 26 ottobre, ore 17.45
Cisl e Fiba Cisl Rimini organizzano la tavola rotonda
“Le banche nel territorio fra credito, crisi, etica”


Domani, martedì 26 ottobre alle 17.45 la CISL riminese e la FIBA CISL organizzano la tavola rotonda “Le banche nel territorio fra credito, crisi, etica”.

All’incontro – che si svolge al cinema teatro Tiberio (via San Giuliano 16, Rimini) – partecipano:
Giuseppe Gallo, segretario generale FIBA CISL
Daniele Quadrelli, direttore BCC Emilia-Romagna
Mauro Gardenghi, direttore Confartigianato Rimini
Coordina: Alessandra Leardini, caporedattore del mensile TRE TuttoRiminiEconomia - Il Ponte Introduce: Massimo Fossati, segretario generale UST CISL Rimini

Scopo dell’iniziativa è verificare, a un anno dalla crisi, quale è stato il comportamento delle banche del territorio e cosa possono fare gli istituti di credito per ridurre i danni e fare ripartire l’economia.
Saranno anche analizzati i dati che rivelano l’alta evasione fiscale nel Riminese.

«Nell’incontro che abbiamo organizzato, vogliamo concentrarci sul territorio – dice Massimo Fossati, segretario generale Ust Cisl di Rimini –. Abbiamo detto più volte che la crisi non incide solo sul destino delle persone, ma ridisegna anche le prospettive dei territori, dei modelli di sviluppo costruiti nei decenni scorsi, pone problemi nuovi sul come farli evolvere, verso nuovi percorsi di innovazione, di integrazione tra economie, reti, consorzi, servizi che guardino al futuro. La Cisl sente forte il senso di lavorare insieme, di discutere, ragionare, “fare comunità”. Questa crisi ha aperto una nuova fase e chi pensa di poter replicare il vecchio schema rischia di pagarne le amare conseguenze».

Riguardo le banche Fossati dichiara: «Noi siamo convinti che una “banca locale” non deve dipendere tanto da fattori quantitativi di tipo dimensionale, ma piuttosto da fattori di ordine qualitativo che mettano in risalto il legame con la propria zona d’azione.
Si può sostenere che una banca è tanto più locale quanto più il suo attivo di bilancio è caratterizzato e contraddistinto dalle vicende proprie del cosiddetto localismo economico sia nell’ambito degli impieghi relativi al credito di esercizio, che a quelli relativi agli investimenti a medio-lungo termine.
I vantaggi non si limitano agli aspetti concorrenziali, ma si estendono all’impatto sociale che la formazione e il radicamento in loco di una classe dirigente bancaria può avere.
A questo aspetto non si attribuisce l’importanza che merita.
Importanza che va riconosciuta nell’ambito delle interazioni vincenti tra investimenti in formazione, qualità del capitale umano, funzioni professionali qualificate, che sono alla base dello sviluppo endogeno di un territorio e valgono anche per il sistema bancario».

«Un territorio, quello riminese, molto importante per la raccolta del risparmio e per gli impieghi – continua il segretario generale della Cisl –. Siamo la provincia che ha il maggior numero di sportelli bancari in rapporto alla popolazione, segno della capacità certo di intrapresa ma anche di un sistema che nel passato ha retto in modo forte anche per la pesante elusione fiscale che c’è nel nostro territorio. Se si considera la ricchezza prodotta per residente siamo come provincia al 13° posto in Italia con oltre 31 mila euro.
Se consideriamo anche il patrimonio (cioè beni immobili e mobili) siamo addirittura sesti con 462 mila euro a famiglia. Mentre il reddito dichiarato al fisco (17 mila euro) ci pone al 95° posto tra tutte le province italiane.
Si possono fare le ipotesi più fantasiose, abbiamo ascoltato in questi anni ogni sorta di giustificazione o analisi del perché siamo in questa condizione, però non si può non ammettere che c’è qualcosa che non va nel nostro modello di sviluppo, nel nostro territorio; che è un territorio nel quale si vive bene ma che continua a essere tra gli ultimi sia per reddito dichiarato, sia per altri indicatori quali il tasso di occupazione, la mancanza di lavoro qualificato per i nostri giovani e le donne, siano o no diplomate o laureate».

In conclusione, afferma Fossati: «Lavoriamo per cambiare questo stato di cose! La Cisl è convinta che dipende anche da Noi, dalla capacità di leggere il nostro territorio, di confrontarsi e di lavorare insieme a un nuovo progetto, “un patto territoriale per lo sviluppo” che sappia rimodulare le priorità alla luce delle risorse disponibili, che abbia al centro “più credito a chi costruisce intrapresa e con essa nuova occupazione”, nuove occasioni di reddito e di opportunità per la nostra comunità».


Durante il dibattito sarà presentata la registrazione di interviste sul tema, rilasciate da alcuni direttori di banca locali e da tre imprenditori del territorio (in particolare, il titolare di un’azienda di media grandezza, un albergatore e un artigiano).



9 Settembre 2010 - PIENA SOLIDARIETA' A RAFFAELE BONANNI
La CISL di Rimini esprime solidarietà e vicinanza al Segretario Generale Raffaele Bonanni, per l’aggressione subita ieri, nell’ambito della Festa Democratica a Torino ad opera di alcuni “contestatori a prescindere” che hanno impedito lo sviluppo di un normale dialogo.
La Cisl condanna con forza la cultura violenta, del non ascolto delle ragioni degli altri, di quanti non vogliono mantenere aperto alcun dialogo, ma aggrediscono e impediscono in modo premeditato un confronto democratico.
La violenza non è mai la soluzione giusta, e rischia di degenerare in derive pericolose.
La CISL rappresenta milioni di lavoratori e pensionati iscritti, vuole continuare a tutelare il lavoro e i lavoratori nella realtà in cambiamento; quotidianamente nei luoghi di lavoro e sul territorio è impegnata per la tutela di tutti i lavoratori e pensionati, a partire dai soggetti più deboli e in difficoltà.
Le aggressioni come quella di ieri non faranno desistere la Cisl dalla sua opera di tutela del lavoro, dell’occupazione, della tutela dei diritti.

Rimini 09/09/2010 LA SEGRETERIA DELLA CISL DI RIMINI

5 Marzo 2010 - Norme sul lavoro: la Cisl sostiene l'autonomia delle parti sociali sulle questioni del lavoro.
In queste ore si moltiplicano i giudizi sulla normativa sul lavoro, appena approvata dal Parlamento. In particolare, ci si interroga se la normativa approvata determini il superamento di fatto dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Secondo il dipartimento della Cisl che segue la materia, l'arbitrato, introdotto dalla normativa, non toglie nulla alle tutele previste dall'articolo 18 ed è una misura alternativa alla quale si può ricorrere volontariamente, in luogo della via giudiziaria. Le nuove norme prevedono che le clausole
compromissorie, che comportino la devoluzione obbligatoria della
controversia ad un collegio arbitrale, sono possibili solo se previste da accordi interconfederali o contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Il ruolo della contrattazione collettiva dunque farà scudo alla debolezza del lavoratore.In assenza dei predetti accor di interconfederali o contratti collettivi, trascorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministro del Lavoro definirà con decreto, sentite le parti sociali, le modalità di attuazione di questa norma. In tal caso la Cisl si impegnerà perché il decreto tenga conto delle
nostre posizioni.


16 Ottobre 2009 - INCONTRO DEI BANCARI DELLA CISL SU NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO
Noi dipendenti di banca siamo chiamati sempre più frequentemente ad ottemperare alle leggi che regolamentano il nostro lavoro: tra le altre Mifid, Compliance ed Antiriciclaggio.
La FIBA/CISL di Rimini organizza un incontro-dibattito sulla normativa dell’antiriciclaggio, un argomento di grande attualità.
Questa legge impone all’operatore non solo l’obbligo di rispettare le modalità operative previste, ma anche quella di attivare una collaborazione responsabile che consenta la segnalazione di
operazioni sospette.
Qual è il rischio reale che affrontiamo nella nostra operatività?
Come muoversi, stretti nella morsa fra esigenze di “risultato” e necessità di rispettare le norme?
Un dirigente nazionale della FIBA/CISL illustrerà le problematiche connesse alla normativa e risponderà alle domande dei colleghi.

L’incontro si svolgerà lunedì 19 ottobre alle ore 17.50 presso la Sede amministrativa della BCC Valmarecchia Sala Convegni – Via Marecchiese, 227- Rimini
In occasione dell’incontro verrà distribuito a tutti i partecipanti un DVD multimediale sull’argomento.

L’incontro è aperto a tutti i lavoratori interessati.

26 Giugno 2009 - Assegni per il nucleo familiare 2009-2010
Dal 1° luglio 2009 entrano in vigore le nuove tabelle dell’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), valide sino al 30 giugno 2010.

L’INPS ha proceduto alla rivalutazione dei livelli di reddito in misura pari all’aumento del costo della vita in Italia tra il 2007 ed il 2008 (3,2%).

Il Ministero dell’Economia non ha ancora dato mandato all’INPS di aumentare gli ANF, come previsto dal D.L. 185/08, che stanziava 350 milioni di euro per ritoccare gli ANF nelle famiglie numerose, in quelle con presenza di soggetti diversamente abili e per unificare gli assegni dei lavoratori autonomi con quelli dei dipendenti, utilizzando quanto non utilizzato per mantenere gli interessi variabili dei mutui per la prima casa entro il limite del 4%.

Per poter continuare ad avere diritto all’assegno, i lavoratori interessati devono comunicare al proprio datore di lavoro la composizione ed il reddito del proprio nucleo familiare.

Per i pensionati l’aggiornamento dei dati avviene con l’operazione RED, che l’INPS avvia ogni anno.

Pubblichiamo tutte le tabelle aggiornate, valide dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010, come divulgate nella circolare INPS n. 81 del 16 giugno 2009. Le potrai scaricare nella sezione documenti Tabelle Assegni 2009.
PER OGNI EVENIENZA RIVOLGITI AL NOSTRO PATRONATO INAS O AGLI OPERATORI SINDACALI DELLA TUA CATEGORIA.

18 Maggio 2009 - PER IL SOSTEGNO DEL REDDITO DEI LAVORATORI IN SITUAZIONI DI CRISI
Cgil, Cisl e Uil della provincia di Rimini hanno convenuto con i comuni di Rimini, Riccione, Cattolica, Marciano, Coriano e Bellaria, un accordo che permette agevolazioni tariffarie per i lavoratori, residenti nei suddetti Comuni, che si trovano nelle seguenti condizioni:
• Disoccupati da almeno 2 mesi a causa della crisi;
• Disoccupati da almeno 2 mesi per scadenza di contratto a termine e non rinnovato per effetto della crisi, compresi i contratti di collaborazione, a progetto e di somministrazione;
• Lavoratori in Cassa integrazione a zero ore o a rotazione, o sospesi da almeno 2 mesi e/o interessati da una riduzione dell’orario pari almeno al 50% del limite contrattuale individuale.

I lavoratori che si trovano nelle suddette condizioni, i cui nuclei famigliari utilizzano i servizi scolastici per l’infanzia erogati dal Comune (materne, nido, refezione) possono chiedere il ricalcolo delle rette dei relativi servizi.
Per i residenti nel comune di Rimini il ricalcolo vale anche per la tariffa di igiene ambientale.

Gli interessati sia al ricalcolo delle rette che delle tariffe, per la compilazione delle domande da presentare al Comune di residenza possono rivolgersi ai Caaf Cisl. Per prenotazioni e ulteriori informazioni chiamare Cisl Rimini 0541 799800 o rivolgersi presso le sedi Cisl nel territorio.

15 Maggio 2009 - Possibilità di ottenere prestiti fino a 5000 € per lavoratori e famiglie
FONDO ANTIRECESSIONE PROVINCIALE

Cgil, Cisl e Uil di Rimini con i Comuni e la Provincia di Rimini hanno siglato un accordo che permetterà ai lavoratori e alle famiglie in difficoltà di poter richiedere un prestito fino a 5000 € grazie al fondo di sostegno denominato “Fondo Antirecessione Provinciale (FAP).
Tali prestiti bancari fino ad un massimo di 5000 € sono a tasso zero, estinguibili in 24 oppure 18 rate, con la prima rata a decorrere dal 6° mese successivo all’erogazione.
I beneficiari dei prestiti sono i nuclei famigliari con i seguenti requisiti
• Almeno un componente che successivamente al 30/09/2008, ha cessato il rapporto di lavoro dipendente (a tempo indeterminato, a termine, part-time; somministrato, apprendistato, collaborazione coordinata e continuativa, a progetto, ecc);
• Con almeno un componente in cassa integrazione (ordinaria o straordinaria),in sospensione;
• In caso di morte, malattia, infortunio o gravi eventi traumatici di un componente;
• Con separazioni legali,per le quali già risulta una sentenza di separazione giudiziale o verbale di separazione consensuale omologato dal Tribunale dal 30/09/2008;
• giovani coppie legate da vincolo di matrimonio o conviventi anagraficamente, da non oltre 5 anni e con entrambe i soggetti al di sotto dei 35 anni di età.
In tutti i casi predetti, la condizione per cui si chiede il prestito deve verificarsi sia la momento della domanda che al momento dell’erogazione del beneficio.
Per la compilazione della domanda ci si può rivolgere ai Caaf Cisl su appuntamento.
Per ulteriori chiarimenti ed informazioni telefonare al 0541 799800 o rivolgersi direttamente alle sedi Cisl sul territorio.


23 Aprile 2009 - LE PROPOSTE DI RIFORMA DEI MERCATI FINANZIARI AVANZATA DALLA FIBA CISL

DAL CONGRESSO DELLA FIBA CISL UNA PROPOSTA DI RIFORMA DEI MERCATI FINANZIARI DA PRESENTARE AL G8 UN APPELLO PER UN'ECONOMIA CIVILE E SOLIDALE

Martedì 28 aprile alle ore 12, presso la Fiba Cisl - Roma -Via Modena 5 la conferenza stampa di presentazione del VII Congresso Fiba "Il lavoro per costruire il Futuro"

Il VII Congresso della Fiba Cisl, che si svolgerà dal 4 al 7 maggio ad Abano Terme, verrà presentato martedì 28 aprile a Roma, alle ore 12, presso la sede della Fiba Cisl.
Il segretario generale Fiba Cisl Giuseppe Gallo e il segretario confederale della Cisl Annamaria Furlan presenteranno alla stampa le proposte di riforma dei mercati finanziari della Fiba e della Cisl. L'incontro sarà anche l'occasione per lanciare l'appello per un'economia civile e solidale.



Nell'ambito del Congresso, il 4 maggio, alle ore 17,30 si svolgerà la tavola rotonda : "Come si esce dalla crisi? Dal fallimento del neoliberismo al neopatrimonialismo, l'alternativa del capitalismo associativo. Un confronto sulle proposte della Fiba Cisl di riforma dei mercati finanziari". Parteciperanno il sottosegretario di Stato del Ministero Economia e Finanze Luigi Casero, il Ceo Gruppo Intesa Sanpaolo Corrado Passera, il presidente di Federcasse Alessandro Azzi, il direttore generale Banca Popolare Etica Mario Crosta, il responsabile Welfare del Pd Enrico Letta, il segretario generale della Fiba Cisl Giuseppe Gallo, l'economista Alberto Berrini. Concluderà il segretario generale della Cisl Raffaelel Bonanni. Modererà la tavola rotonda Antonio Quaglio de "Il sole24ore".
Il giorno 5maggio si svolgerà la tavola rotonda: "Donne e lavoro: le mille facce della violenza. Emarginazione, segregazione, disparità salariale". Parteciperanno la responsabile del coordinamento donne della Cisl Liliana Ocmin, il ricercatore dell'Isfol Emiliano Rustichelli, la docente di Economia Politica Università di Pavia Luisa Rosti, la docente di Diritto del lavoro università di Milano Francesca Zaiczyk, la sociologa Daniela Terrazza. Concluderà il segretario generale della Fiba Cisl Giuseppe Gallo. Modererà la tavola rotonda Nicoletta Notari di "Sky tg24"



30 Gennaio 2009 - CONTRATTI: con il nuovo modello cresceranno gli stipendi
"Le valutazioni che fa la CGIL sulle presunte perdite salariali dell'accordo quadro sulla Riforma della Contrattazione, sono sbagliate".

E' quanto sostiene in una nota l'Ufficio Studi della Cisl.

"Non è vero che il nuovo indicatore di riferimento della contrattazione, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo, depurato dei prezzi dell'energia importata, sia più svantaggioso rispetto alla situazione precedente.
Lo dimostrano in modo inequivocabile i dati sia riferiti al passato che al futuro.

Per quanto riguarda il passato, la CGIL riferisce le sue proiezioni sull'ipotizzata minore dinamica salariale, al periodo 2004 - 2008. L'accordo del 1993 prevedeva di legare gli incrementi retributivi nazionali al tasso di inflazione programmato.
Prendendo a riferimento il periodo 2004/2008 il Tasso Inflazione Programmata cumulato è cresciuto del 9%; il nuovo accordo avrebbe consentito un incremento retributivo pari all'11,3%, superiore di 2,3 punti all'incremento dell'inflazione programmata.
Il nuovo modello contrattuale applicato al periodo 2004/2008 avrebbe assicurato pertanto un incremento retributivo nazionale superiore all'accordo precedente di almeno 600 Euro.
Prendendo a riferimento l'ultimo decennio, secondo i dati Eurostat nel periodo 1997 - 2007 il nuovo indice previsto dall'accordo sarebbe cresciuto in Italia del 23,8% rispetto al 23,3% dell'indice dei prezzi al consumo famiglie operai e impiegati, vale a dire dell'inflazione reale rilevata dall'ISTAT.
La CGIL ignora inoltre che l'indicatore preso a riferimento dall'Accordo Quadro ha avuto una dinamica superiore all'altro ben in 7 degli undici anni. Infatti, l'indice armonizzato europeo (IPCA) è un indicatore più dinamico dell'inflazione, più veloce rispetto al riferimento tradizionale per i contratti, dell'indice famiglie operai ed impiegati.

Per quanto riguarda il futuro, per il triennio 2009-2011 il nuovo indicatore IPCA è sicuramente più vantaggioso del tasso di inflazione programmata. Inoltre, per la caduta dei prezzi del petrolio le previsioni sono che l'indice depurato prezzi energia sarà più dinamico rispetto all'indice complessivo. Secondo i tre maggiori centri di previsione (CER, Prometeia, Ref) per il 2009 il nuovo indicatore previsto dall'accordo depurato prezzi energia dovrebbe essere superiore di almeno lo 0,5% rispetto all'indice non depurato.
Diversamente da quanto affermato da alcuni commentatori, l'Accordo Quadro non prevede la riduzione del valore punto, cioè della retribuzione su cui si applicano gli aumenti contrattuali dell'inflazione prevista. E' previsto un valore retributivo medio, definito dalle specifiche intese nei diversi comparti, che non potrà in nessun modo essere inferiore a quanto già previsto nei singoli Contratti Nazionali di Lavoro.
L'accordo quadro inoltre definisce altri sicuri miglioramenti rispetto al passato:
La copertura economica dei nuovi contratti dalla data di scadenza dei precedenti, che potrà rimediare al fatto che nel recente passato si sono persi molti mesi e in qualche caso anche anni di aumenti contrattuali.
La riduzione della tassazione sui premi di secondo livello che porterà fin dal 2009 un incremento netto delle retribuzioni dai 250 ai 400 euro annui (su redditi da lavoro tra i 15 mila e i 30 mila euro lordi).
E' prevista inoltre per chi non potrà godere dell'estensione del secondo livello di contrattazione e dell'aumento del salario di produttività, a livello aziendale e territoriale, un elemento retributivo di garanzia che oggi nelle poche realtà in cui agisce ha un valore di circa 300 euro annui.
Perché questi dati non sono stati conteggiati dalla CGIL?

Tutti questi motivi confermano la positività dell'accordo quadro stipulato nei giorni scorsi. Chiediamo alla CGIL di non disorientare ulteriormente i lavoratori diffondendo false verità sui dati dell'accordo ma di esaminare con coerenza i contenuti dell'accordo rispetto alla piattaforma condivisa presentata da CGIL CISL UIL nel maggio 2008 e conseguentemente riscontrare che i punti principali di quella piattaforma sono affermati nell'accordo quadro".


4 Dicembre 2008 - Cisl e Fiba ER: "La banca locale contro la crisi della finanza"

"Bisogna tornare ai valori della nostra carta Costituzionale, che assegna al sistema del credito e quindi al sistema bancario nel nostro paese un forte ruolo sociale".
Così Anna Maria Furlan, della segreteria nazionale della Cisl, intervenendo a Bologna al convegno organizzato dalla Fiba emiliano-romagnola su 'Credito a trazione locale: il caso Emilia-Romagna'.
"Il sistema bancario deve servire a tutelare i risparmiatori, ma anche a creare sul territorio, come in tutto il paese, un rafforzamento del sistema produttivo. Questo -osserva la segretaria nazionale Cisl- è il suo valore e ruolo sociale, che in questi anni si è disperso". "Sicuramente anche le concentrazioni hanno 'distaccato' il sistema bancario da questa sua funzione primaria -osserva Furlan-. Bisogna ritornare ad un sistema del credito a favore delle famiglie e dello sviluppo. Su questo -osserva ancora- un grande ruolo possono avere gli istituti di credito radicati sul territorio a dimensione locale, proprio perché fanno parte del territorio, conoscono le persone ed il sistema delle imprese". Ma "valorizzare questo rapporto -continua la sindacalista- significa anche creare un sistema istituzionale e fiscale che premi le banche locali e che investono sul territorio a favore delle famiglie e dei lavoratori". Pertanto, "assolutamente positiva" per Anna Maria Furlan è l'iniziativa della Regione Emilia-Romagna di un sostegno finanziario al sistema creditizio locale. "Tutte le Regioni, ma anche i Comuni, le Province -afferma- dovrebbero premiare le banche che sostengono il reddito delle famiglie e delle imprese, considerato che lo sviluppo significa lavoro e qualità della vita".
Infine, una ricerca sul rapporto tra banche e territorio, svolta dall'Università di Bologna per la Fiba dell'Emilia-Romagna e presentata nel corso del convegno, conferma: "Nel momento di crisi globale della finanza si riscopre l'alto valore aggiunto delle banche locali".
In Emilia-Romagna forte è la presenza delle banche locali: su 139 aziende di credito operanti, 59 hanno sede in regione. Queste detengono il 68% degli sportelli, il 65% del mercato raccolta, il 50% dei prestiti. Le 59 banche locali sono suddivise in 29 Spa, 25 BCC, 4 Popolari. Questo presidio del territorio consente a queste banche una redditività lorda ed efficienza economica superiori a quelle nazionali, mentre per la capitalizzazione solo le popolari sovrastano le rispettive nazionali. Questi dati esprimono la generale bontà del sistema creditizio di stampo locale presente in Emilia-Romagna e che contribuisce allo sviluppo del territorio. Differente la situazione tra le province: Ferrara è quella che investe di meno con 19,20 mila euro per abitante, mentre Bologna è la più indebitata con 36,32 mila euro per abitante, seguita da Modena con 34,02 mila euro. La provincia che raccoglie di più è Parma con 18,36 mila euro per abitante, seguita da Bologna (17,77 mila euro). Province ad alta appetibilità creditizia sono Rimini e Forlì Cesena, che presentano il maggior numero di sportelli per abitante: una concorrenza che non sempre porta benefici agli utenti e con costi aggiuntivi per le banche. Si, quindi, alle banche locali, purchè si sviluppino in armonia con il territorio e persistano sul 'valore reputazionale', che è il valore aggiunto di questo tipo di banche.
La Fiba emiliano-romagnola ritiene che dalla attuale crisi dei mercati finanziari esca rafforzata la banca locale, alla condizione di non imitare le grandi banche che attraverso prodotti opachi ed esclusiva ricerca dell'utile sfiduciano il rapporto col cliente ed avviliscono la professionalità dei lavoratori di banca.
Ricorda Marco Amadori, segretario generale della Fiba Emilia-Romagna, che "da anni Cisl e Fiba regionali studiano il rapporto tra credito e territorio tramite il loro "Osservatorio regionale". Infatti, un sindacato confederale e riformista come la Cisl, per Amadori "deve monitorare il contesto economico e sociale in cui vive, se vuole svolgere al meglio la sua funzione di contrattazione e di tutela dei propri associati, perché la 'tempestività consapevole' è diventata un fattore determinante anche nelle scelte di politica sindacale".
Il tessuto produttivo dell'Emilia-Romagna è formato da circa 433.000 imprese, di cui il 92% occupa fino 5 addetti, il 7% da 6 a 49 addetti, solo il restante 1% ha più di 50 addetti. "Anche qui l'attuale congiuntura è difficile -afferma Domenico Tramonti della segreteria Cisl dell'Emilia-Romagna- lo dimostrano i 37 mila lavoratori della regione che negli ultimi due mesi hanno acceduto alla cassa integrazione e la chiusura del '08 con un pil attorno allo 0,4 - 0,8%, mentre per il '09 la stima è ancora più al ribasso".


7 Novembre 2008 - STARE UNITI NELL' INTERESSE DEI LAVORATORI
L’economia italiana, compresa quella della nostra regione, comincia ad essere colpita dalla recessione internazionale. Sono a rischio imprese ed occupazione.

Sui lavoratori e le loro famiglie alle difficoltà create dal carovita e dalla riduzione del potere di acquisto dei salari e delle pensioni potrebbero aggiungersi anche quelle, ancora più pesanti, della perdita del lavoro.

Le politiche finora adottate dal governo sono insufficienti e lasciano scoperti e senza difese di fronte a questa crisi i lavoratori ed i pensionati.

Il sindacato è chiamato ad un grande impegno unitario di lotta e di trattativa per cambiare questa situazione e dare risposte concrete sulla tutela del reddito e dell’occupazione.

Il grande sciopero nazionale per la difesa della scuola pubblica del 30 ottobre scorso che ha messo insieme insegnanti, studenti e genitori, è la dimostrazione di quanto sia necessaria l’unità d’azione sindacale.

Così è stato per la grande manifestazione regionale dei pensionati il 5 novembre a Bologna dove l’intreccio delle vertenze locali e nazionale dimostrano che solo la compattezza può dare risposte alla complessità della situazione.

Non sono su questa lunghezza d’onda i miniscioperi locali che la CGIL ha proclamato per conto suo nella nostra regione per il 14 novembre.

Per noi il 14 novembre rimane la giornata unitaria di sciopero generale nazionale dell’Università e della Ricerca, di una mobilitazione che dà quindi continuità alla lotta unitaria per cambiare quei provvedimenti del Governo sulla Scuola pubblica, per il futuro dei giovani nel nostro Paese.

Questi miniscioperi non hanno senso non solo per il loro isolamento locale visto che i problemi sono nazionali e riguardano le politiche del governo centrale.

Non hanno senso perché ci sono importanti trattative in corso a cui la Cgil partecipa, pur con le sue perplessità. Come è il caso della riforma della contrattazione.

Non è tempo di rompere l’unità d’azione sindacale

Non è tempo di dividere i lavoratori

Non è tempo di trattare a Roma e scioperare qui



LA CISL UNISCE E CONTRATTA, LA CISL FA ACCORDI

NELL’INTERESSE DEI LAVORATORI


7 Ottobre 2008 - RIFORMARE LA CONTRATTAZIONE, ORA!
Il negoziato con Confindustria per la riforma del modello contrattuale è entrato in una fase decisiva. La Cisl, che da sempre sostiene l’importanza e l’urgenza di questa riforma, è impegnata a proseguirlo per superare le resistenze di Confindustria e ottenere un risultato che rilanci la contrattazione ed il ruolo del sindacato nel rappresentare i lavoratori.

Se non ora, quando?

Dopo anni nei quali è diventato sempre più faticoso ed incerto il rinnovo dei contratti e il sindacato unitario si è posto la priorità di questa riforma, dopo numerosi negoziati già falliti, dopo 6 mesi di trattativa chiedere ulteriori rinvii è ingiustificato e indebolirebbe la contrattazione. La Cisl lavora perché insieme a CGIL e UIL si arrivi ad un accordo con le controparti utile e positivo. Chi sta seduto al tavolo dichiarando che il negoziato è esaurito o che va spostato e riavviato da capo non lavora per ottenere risultati concreti.

Ma cosa stiamo ottenendo della piattaforma unitaria presentata in primavera?

Il miglior modo per valutare lo stato del negoziato è quello di confrontare il risultato con la piattaforma che Cgil Cisl Uil hanno presentato e discusso con i lavoratori. Al momento sono già stati ottenuti molti punti che unitariamente ci eravamo prefissi e che vanno a migliorare le regole della contrattazione definite nel luglio del 1993:
• conferma dei 2 livelli contrattuali destinati da un lato alla difesa del potere d’acquisto delle retribuzioni e dall’altro alla ripartizione della produttività
• durata triennale dei contratti nazionali (superando il biennio economico) e loro progressivo accorpamento
• aumenti dei salari non più limitati dal tasso di inflazione programmato ma legati al superiore e più credibile tasso previsionale calcolato sull'indice europeo obiettivo che consenta alla fine del triennio di recuperare l’eventuale differenza tra l’aumento ottenuto e un’inflazione reale dimostratasi superiore
• aumenti salariali conteggiati fin dal primo mese di scadenza contrattuale superando i meccanismi delle “una tantum” e dell’indennità di vacanza contrattuale che finora hanno penalizzato i salari reali in caso di negoziati lunghi
• qualificazione e rafforzamento della bilateralità sulle materie della formazione, degli ammortizzatori sociali e del mercato del lavoro.
• avvio delle trattative prima della scadenza e procedure negoziate di raffreddamento
• rafforzamento della contrattazione decentrata ed aziendale
• detassazione degli aumenti salariali derivanti dalla contrattazione aziendale
• istituzione di un elemento retributivo nei contratti nazionali che eroghi salario a chi non ha fatto contratti aziendali negli ultimi 4 anni (il 70% dei lavoratori, oggi esclusi dalla ripartizione della produttività)

Ci sono ancora problemi da risolvere….

Il negoziato è ancora in corso e nei prossimi giorni dovrà concentrarsi nell’affrontare alcuni problemi importanti su cui permangono distanze:
• mantenimento di una base di calcolo per gli aumenti dei contratti nazionali non limitata ai soli minimi nazionali soprattutto dove già definita a livelli più alti
• possibilità di estensione e sperimentazione della contrattazione territoriale per le piccole aziende, evitando che questa sia limitata ai soli casi esistenti
• definizione di regole e sanzioni per l’applicazione del nuovo modello che non siano penalizzanti solo per il sindacato
• prevedere la piena agibilità della contrattazione aziendale, non limitandola alla sola contrattazione dei premi di risultato
I futuri tassi di inflazione per calcolare gli aumenti saranno depurati dagli effetti degli aumenti del costo dell’energia e del petrolio. C’è chi ritiene questa una sciagura.
Bisogna invece saper che questo è sempre stato fatto (anche l’indice con cui negli anni ’70 e ’80 si calcolava la scala mobile era depurato dall’aumento del prezzo del petrolio), mentre l’accordo del ’93 parlava di aumenti depurati dalle “ragioni di scambio” ovvero dalla andamento della concorrenza internazionale, fatto che più volte ha pesato sui rinnovi.

Ma con questa riforma si guadagna o si perde sul salario?

Non è facile tradurre immediatamente in euro le conseguenze di questo nuovo modello contrattuale rivisto. Chi come la Cgil ha già parlato di un taglio dei salari del 2% lo ha fatto su dati distorti, falsi ed in maniera demagogica.
I conti potranno essere fatti solo con i risultati in mano, ma è già chiaro che alcune soluzioni e novità porteranno forti benefici ai salari ed in particolare:
• la detassazione del salario aziendale aumenterà il salario netto in busta paga; infatti, una volta trovata l’intesa, il sindacato chiede che il governo stanzi 3 miliardi di euro a sostegno degli aumenti contrattuali collettivi e non (come oggi possibile) di quelli individuali
• la decorrenza degli aumenti dal primo mese di durata dei contratti porterà cifre più alte rispetto a quelle erogate dalle una tantum
• gli aumenti calcolati su un tasso di inflazione previsionale più alto di quello programmato permettono di difendere meglio il potere d’acquisto nel triennio
• l’estensione, tramite l’elemento retributivo di garanzia, degli aumenti salariali alla maggioranza di lavoratori che oggi non fanno contrattazione aziendale

Serve l’impegno di CGIL, CISL e UIL per gestire la fase finale

La Cisl è consapevole che una riforma delle regole della contrattazione, per funzionare, ha bisogno del consenso di tutti i sindacati e di tutte le controparti. È infatti necessario che i risultati del confronto con Confindustria, che abbiamo deciso di avviare sei mesi fa assieme alla Cgil per ottenere dei risultati, siano poi estesi anche alle altre associazioni del settore privato e ai contratti del pubblico impiego. Per questo è tanto importante l’impegno e la responsabilità di tutti.
Ma stare seduti al tavolo e non trattare, come la Cgil vuole fare, non aiuta questo obiettivo e rende difficili i miglioramenti ancora possibili. E se nei prossimi giorni il negoziato risolve i punti aperti un sindacato responsabile, che non fa politica e che vuole rafforzare la contrattazione, deve assumersi le responsabilità.
La Cisl non può e non vuole lasciare i prossimi rinnovi contrattuali in balia di regole che non funzionano e sotto il ricatto degli aumenti unilaterali che padroni e governo sempre più spesso mettono in campo.
La Cisl dice: riformiamo ora la contrattazione e lanciamo al governo la sfida unitaria che, con la mobilitazione, affronti i temi della scuola, del fisco, del pubblico impiego, della crisi economica, delle problematiche dei pensionati.

LA CISL SI MOBILITA, LA CISL CONTRATTA, LA CISL UNISCE
RIMINI, 6 OTTOBRE 2008 UST- CISL RIMINI

6 Ottobre 2008 - ER - I BANCARI DELLA CISL, ECCO COME VA IL SETTORE CREDITIZIO
“Bologna, con 30.327 milioni di euro, è la provincia con la maggior raccolta (depositi + obbligazioni) della regione, mentre quella di Rimini, in proporzione agli abitanti, ha il maggior numero di sporteli bancari (uno sportello ogni 1000 abitanti). Tuttavia, se guardiamo alle percentuali di crescita, vediamo subito come Reggio Emilia, con il suo + 5% nella variazione tra il 2006 e il 2007, è la provincia in cui gli sportelli bancari sono cresciuti di più”.
Sono questi solo alcuni dati del dossier sul sistema creditizio regionale “Emilia-Romagna, credito a trazione locale” presentato oggi a Bologna dalla struttura regionale dei bancari della Cisl.

“Possiamo definire il sistema bancario dell’Emilia-Romagna – ha commentato Marco Amadori, segretario regionale della Fiba Cisl - un sistema ancora a “trazione locale”. Su 139 banche che operano in regione, ben 58 (il 42%) vi hanno sede legale detenendo il 68% del totale degli sportelli presenti (tab. 1). “Le stesse quote di mercato di queste banche sono rilevanti: il 50% del totale dei prestiti ed il 65% dei depositi. Dati che risultano pressoché invariati negli ultimi anni nonostante la concorrenza sia cospicuamente aumenta, infatti oggi l’Emilia-Romagna è una delle regioni con il minor numero di abitanti per ogni sportello bancario (tab. 2).

“Questo significa – ha continuato Amadori - che resta un mercato fortemente appetibile su cui c’è una forte aspettativa da parte delle banche, e ciò nonostante nell’ ultimo triennio si sia registrato un aumento dei tassi medi sui prestiti, che sono passati dal 5,3% al 6,9%, con l’evidente tendenza, in alcune province, ad avere una “forbice economica” (differenza tra tassi erogati ai clienti e tassi pagati ai depositi) più stretta stretta”.



Guardando il mercato creditizio dall’ottica del cliente – ha sottolineato il segretario regionale del sindacato di categoria maggiormente rappresentativo in Emilia-Romagna - si nota subito che le imprese hanno aumentato le quantità di finanziamenti ottenuti (+ 11,2% nel 2007, rispetto al 2006, contro il + 10% del 2006 rispetto all’anno precedente), mentre le famiglie l’hanno diminuita segnando un + 9,4% nel 2007 contro un + 11% nel 2006.

“Ma il dato sorprendente – ha concluso il segretario generale regionale della Fiba Cisl - è un altro. È evidente come le famiglie stiano modificando il loro rapporto con il credito, privilegiando il ricorso al credito per i beni di consumi rispetto a quello per l’acquisto della casa. Inoltre, le stesse famiglie ricorrono più spesso alle società finanziarie rispetto alle banche: infatti, la crescita dei mutui bancari è passata dal + 12,4% nel 2005 al + 10,2% nel 2007, mentre l’aumento dei prestiti al consumo delle società finanziarie è passato dal + 21,8% nel 2005 al + 29,7% nel 2007”.


1 Ottobre 2008 - SABATO 4 OTTOBRE A ROMA LA CISL MANIFESTA
Sabato 4 ottobre al Palazzetto dello Sport, manifestazione della Cisl. In un volantino, dal titolo la Cisl Unisce, la Cisl contratta, la Cisl si mobilita, è spiegato il percorso che il sindacato intende portare avanti. (in formato PDF su questo sito, sezione documenti).:

L’Italia sta attraversando un momento difficile. Ma il Governo e la politica non danno le risposte ai bisogni reali dei cittadini. I redditi dei lavoratori e dei pensionati vanno difesi dall’aumento dei prezzi e delle tariffe. Le famiglie e le categorie più deboli vanno aiutate. La Cisl vuole unire il paese per superare le emergenze sociali senza divisioni politiche
o ideologiche. Il sindacato deve negoziare con tutti i governi e tutte le maggioranze politiche per far contare le esigenze dei lavoratori.
Occorre affrontare i problemi con il dialogo,proposte concrete e senso di responsabilità. Per questo la Cisl si è battuta per salvare Alitalia dal fallimento e i lavoratori dal licenziamento. Ora è il momento di ricostruire l’Italia!
No alle spallate
Si alla riforma della contrattazione
Chiusura immediata del negoziato per la riforma del modello contrattuale. Più efficacia del contratto nazionale rispetto al costo della vita.
Indicatore più elevato per il calcolo dell’ inflazione in contrasto con quello truffa del Governo.
Redistribuzione con aumenti salariali legati alla maggiore produttività.
Sviluppo della contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale.
No ai veti ideologici
Si al patto sociale per la crescita
Un patto per la crescita che mobiliti tutte le forze sane del paese, istituzionali, economiche e sociali.
Detassazione degli aumenti di salario legati alla contrattazione aziendale e territoriale, per tutti i lavoratori.
Incremento delle detrazioni fiscali per lavoratori, pensionati e famiglie.
Rivalutazione delle pensioni e paniere specifico per i pensionati.
Risorse per la tutela della non autosufficienza.
Migliore utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Sblocco delle infrastrutture e reti energetiche.
Investimenti in innovazione e ricerca.
No ai tagli nella Pubblica Amministrazione e nella scuola pubblica
Si alla riforma della Pubblica Amministrazione e dei servizi
Guidare il processo di cambiamento dando maggiore spazio alla contrattazione e alla riqualificazione del personale.
Maggiore spazio alla contrattazione e alla riqualificazione del personale.
Più risorse per il rinnovo dei contratti pubblici.
Rilancio del sistema scolastico pubblico.
Più efficienza, produttività, merito.
Confronto con Governo e Regioni sulla spesa sanitaria.
Abolizione del ticket di 10 euro sulla diagnostica.
No all’aumento delle tasse locali
Si al federalismo solidale
Apertura di un confronto fra Governo e parti sociali per la riforma federalista.
Autonomia fiscale e finanziaria degli enti locali.
Solidarietà tra le Regioni e sostenibilità sociale degli interventi.
Riforma dei livelli di imposizione fiscale.
Lotta all’evasione fiscale, anagrafe tributaria con verifica per i lavoratori autonomi su reddito effettivo, spese certificate e dichiarazione.

Il documento formato PDF nella sezione documenti di questo sito.

PER QUANTI VOLESSERO PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE POSSONO PRENOTARSI AL CENTRALINO CISL N° 0541799800.

PARTENZA DALLA SEDE ORE 5,00 RITORNO PREVISTO ATTORNO ALLE 20,00.





17 Settembre 2008 - ANCORA L'ENNESIMA RAPINA!!!!
Con la rapina odierna nella filiale della Banca Popolare di Ancona di Via Caduti di Marzabotto, ad oggi sono ben 15 le rapine che hanno colpito gli istituti di credito della nostra provincia, di cui 3 nell’ultima settimana.

Questo fenomeno criminoso causa traumi e danni psicofisici ai lavoratori bancari che subiscono questi eventi.

Le aziende di credito hanno l’obbligo di adottare tutte le misure di sicurezza necessarie per tutelare l’integrità psico-fisica dei lavoratori.

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo sollecitato a più riprese le banche della provincia affinchè si dotassero di adeguati deterrenti di sicurezza.

E’ indispensabile che negli sportelli bancari rapinati vengano aumentate le misure di sicurezza con l’introduzione di nuove tecnologie, come la rilevazione delle impronte digitali, bussole di sicurezza, metal detector, videosorveglianza, ecc. e se del caso, di guardie giurate.

E’ necessario attivare immediatamente un tavolo di confronto operativo tra Prefettura, Forze dell’Ordine, Banche e Sindacati.

E’ fondamentale che tutti gli attori coinvolti dal problema, facciano la propria parte per ridimensionare drasticamente questo fenomeno sociale.


per la Segreteria Provinciale FIBA/CISL
Il Segretario Responsabile
PIVA FRANCO

12 Maggio 2008 - MANIFESTO CISL PER IL MERCATO DEL LAVORO
Dieci punti per il rilancio
La Cisl ha elaborato un manifesto (che potrai scaricare nella sezione documenti) in dieci punti per il mercato del lavoro in cui individua i nodi centrali su cui impostare il lavoro sindacale ed il confronto con le istituzioni e tutti i partiti. In esso si affrontano quelle che sono considerate le «vere precarietà» del mercato del lavoro italiano, gli interventi da mettere in campo per la semplificazione delle tipologie contrattuali, per la lotta al lavoro sommerso e irregolare, l'aumento dell'occupazione di giovani, donne e over 55.

29 Aprile 2008 - ER - I BANCARI DELLA CISL PRESENTANO I NUMERI DELLE RAPINE PROVINCIA PER PROVINCIA E LANCIANO UN APPELLO
“Con 337 rapine bancarie del 2007, l’Emilia-Romagna rimane una delle regioni più colpite d’Europa, nonostante, rispetto alle 400 rapine del 2006, il fenomeno sia in diminuzione”.
E’ quanto ha affermato Marco Amadori, segretario generale della Fiba/Cisl Emilia-Romagna, durante la presentazione, avvenuta oggi a Bologna presso la sede della Cisl regionale, dello studio annuale elaborato dall’ “Osservatorio Fiba sulle rapine”.
“Tuttavia – ha continuato Amadori – anche se questi dati, su base regionale, registrano nel corso del 2007 una diminuzione del numero di rapine rispetto all’anno precedente (- 15,50%), con risultati significativi nella provincia di Bologna (-35,29), di Parma (-64,71%) e di Piacenza (-27,78%), aumenti considerevoli si sono avuti in altre province come Ferrara (+33,33%), Modena (+18,97%) e Reggio Emilia (+55 %)”.
“Ad ogni modo – ha precisato il segretario generale della Fiba – sebbene i dati generali presenti presentino prospettive incoraggianti, occorre guardare anche l’altra faccia della medaglia, quella del confronto con l’incidenza del fenomeno rapine anche in altre realtà territoriali. Sotto questo aspetto, l’Emilia Romagna, dopo Lombardia e Lazio, risulta essere comunque la terza regione per numero di rapine in Italia, mentre, ad esempio, la provincia di Bologna, nonostante il passo in avanti rispetto al 2006, si piazza al quarto posto dopo le province di Milano, Roma e Torino”.
Considerazioni che destano non poche preoccupazioni, se si colloca l’analisi nel quadro nazionale. Difatti, nel 2007, in Italia le rapine hanno raggiunto quota 2.954, con un aumento del 6,45% rispetto all’anno precedente. Benzina sul fuoco in uno dei paesi più rapinati d’Europa, difatti, secondo i dati europei 2006 (quelli del 2007 saranno disponibili solo a novembre) in Italia, con 2.775 eventi criminosi, sono avvenute il 51% di tutte le rapine d’Europa. Al secondo posto si piazza la Germania con 582 rapine e al terzo la Spagna con quota 488.

“Si tratta di un fenomeno complesso – ha sottolineato Amadori – che interessa non solo i lavoratori e i clienti delle banche, ma la società nella sua interezza. Per tutti questi motivi, la Fiba Emilia-Romagna, da sempre impegnata in prima fila per la lotta al fenomeno delle rapine, lancia un appello alla massima collaborazione e ribadisce con forza alcuni punti prioritari per iniziare a combattere seriamente questa piaga sociale:
1) negli sportelli bancari rapinati è indispensabile aumentare le misure di sicurezza soprattutto attraverso l’introduzione di nuove tecnologie, come la rilevazione dell’impronta;
2) in tutte le agenzie, già esistenti o di nuova apertura, occorre predisporre sempre le bussole con metaldetector ed impianto di videoregistrazione digitale, eliminando totalmente la videoregistrazione a cassetta a vantaggio di quella digitale;
3) attivare immediatamente a Bologna un tavolo di confronto operativo tra Prefettura, Questura,Procura, Regione, ABI e Sindacati”.
“E’ necessario – ha concluso l’esponente dei bancari della Cisl - che ognuno degli attori sociali coinvolti, dalle forze dell’ordine alla politica, dall’Amministrazione statale agli Enti locali, dalle imprese ai lavoratori, faccia la propria parte per ridimensionare drasticamente il fenomeno”.
Bologna, 24 aprile 2008

Vito di Stasi
CISL Emilia-Romagna

19 Febbraio 2008 - RECORD DI RAPINE IN BANCA NELLA PROVINCIA DI RIMINI
Ben 30 rapine in provincia di Rimini nel 2007 e appena iniziato l’anno 2008 e con quella di oggi siamo già a quota 3.

E’ ora di mettere fine a questo fenomeno criminoso che mette a repentaglio la vita dei dipendenti e dei cittadini clienti.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo sollecitato a più riprese le banche della provincia affinché si dotassero di deterrenti tecnologici all’avanguardia come i rilevatori di impronte digitali, bussole di sicurezza, metaldetector, videosorveglianza e se del caso, di guardie giurate.
Le statistiche ci dicono infatti che chi ha le guardie giurate è il meno colpito dai rapinatori e vogliamo ricordare che proprio la scorsa estate per tale ragione avevamo suggerito agli istituti di credito di consorziarsi per zone per avere questo tipo di controllo.
Le banche nonostante la situazione sia palesemente critica hanno rifiutato di prendere in considerazione l’adozione delle necessarie misure di sicurezza a tutela dei lavoratori e della clientela.
L’atteggiamento indifferente alle problematiche denunciate è reso ancor più grave dalla mancata cessazione da parte di moltissime banche riminesi del servizio di raccolta denaro e valori al domicilio dei clienti, contrariamente a quanto aveva richiesto il Sig. Prefetto in maniera esplicita.
Questa pratica assai diffusa a Rimini è continua fonte di pericoli sia per i dipendenti di banca che per i cittadini, un vero e proprio allarme sociale con il rischio sempre presente di essere coinvolti in rapine per strada.
E’ giunto veramente il momento in cui tutti gli attori coinvolti nel problema, dalle aziende di credito alle istituzioni ed ai lavoratori del settore , di assumersi la responsabilità per l’attuazione in tempi brevi di azioni concrete che consentano di ridimensionare drasticamente questo fenomeno.

Rimini 18 febbraio 2008
La Segreteria Fiba/Cisl
Provincia di Rimini


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